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Autismo, il vaccino non c'entra
nulla: archiviata inchiesta a Trani

Il fascicolo fu aperto nel 2014 dopo una denuncia. Il gip: esclusa ogni relazione causale

Autismo, il vaccino non c'entranulla: archiviata inchiesta a Trani

di ANTONELLO NORSCIA

TRANI - «I risultati conseguiti hanno escluso la relazione causale secondo le attuali migliori conoscenze della scienza medica. Sulla scorta degli elementi a disposizione non sono emersi elementi su cui fondare alcuna ipotesi di reato». Sono gli snodi principali delle motivazioni con cui il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani Francesco Messina archivia la prima indagine in Italia mirata ad accertare sotto il profilo penale l’eventuale nesso di causalità tra somministrazione vaccinale (in particolare vaccini antimorbillo, parotite e rosolia) e la successiva insorgenza dell’autismo

L’inchiesta del pm Michele Ruggiero nacque nel 2014 dalla denuncia presentata in Procura dai genitori tranesi di due bambini a cui fu diagnosticata una “sindrome autistica ad insorgenza post-vaccinale”.

Secondo l’esposto entrambi i fratellini avrebbero manifestato sindrome da autismo a causa della somministrazione del vaccino anti “MPR”. Nel fascicolo, rubricato con l’ipotesi di lesioni colpose gravissime, confluirono altre denunce simili.
Una delle quali sporta da una coppia di Barletta che puntò l’indice contro il vaccino esavalente, ritenuto causa dell’autismo del figlio. La stessa coppia di genitori che, attraverso l’avvocato Raffaele Rutigliano, si è sino all’ultimo opposta alla richiesta d’archiviazione formulata dallo stesso pm Ruggiero all’esito di indagini (condotte dai Carabinieri del Noe) che hanno finanche bussato al Ministero della Sanità, contando acquisizioni di documenti, protocolli e dati statistici.

Le uniche censure ravvisate dal pool di esperti nominati dalla Procura tranese - Aldo Ferrara, Francesca Fusco, Roberto Gava e Giovanni Rezza (quest’ultimo direttore del dipartimento di malattie infettive, parassitarie ed immunomediate dell’Istituto Superiore della Sanità) - riguardarono le linee guida per la somministrazione dei vaccini. Rilievi fatti propri dal pubblico ministero che le ha riportate nella richiesta d’archiviazione.

Ma il gip nell’archiviare le indagini - ha sostenuto come esse «non siano affatto recepibili poiché riguardano lo specifico ambito sanitario-ammministrativo e non rientrano nell’alveo del giudizio penale che va effettuato sull’esclusiva base delle norme vigenti».

I due fratellini tranesi furono visitati dai consulenti del pm che, però, esclusero il nesso di causalità tra somministrazione del vaccino trivalente ed autismo. Il gip ha ritenuto le loro conclusioni «chiare e, nel loro rigore scientifico, non confutate da alcuna seria prospettazione contraria». Il nesso di causalità fu, invece, ravvisato dal consulente della famiglia tranese, il dr. Massimo Montinari. Le cui «valutazioni – motiva il gip Messina – sono state ritenute dai consulenti come “pura esclusione” e quindi inconferenti per l’accertamento rigoroso del nesso di causalità tra riscontro della patologia e somministrazione del vaccino».

L’archiviazione delle indagini giunge all’esito dell’udienza in camera di consiglio di 30 giugno, fissata per l’opposizione alla richiesta d’archiviazione promossa dai genitori tranesi, che però poi vi rinunciarono. Non così la coppia dei genitori barlettani che ora valuterà se impugnare in Cassazione l’ archiviazione.

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