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Industria

Melfi, Fca si ferma 7 giorni
ma gli ordini sono in ripresa

Dopo l'incremento di richieste di Suv, l'azienda ha deciso di ridimensionare l’utilizzo della cig cancellando i fermi produttivi del 12 e 26 novembre

Melfi, Fca si ferma 7 giornima gli ordini sono in ripresa

FRANCESCO RUSSO

Questa mattina inizia un nuovo periodo di stop produttivo alla Sata di San Nicola di Melfi: della durata di una settimana, per la maggior parte degli operai. Ma nonostante tutto, c’è un primo segnale incoraggiante, dal momento che la direzione aziendale dello stabilimento lucano della Fiat Chrysler Automobiles ha cancellato due dei previsti turni di cassa integrazione annunciati per il mese di novembre, in seguito ad una crescita di ordini di Jeep Renegade (in via maggiore) e di 500X. Ma andiamo per gradi. Dal turno delle 6 di oggi si fermeranno gli operai dei flussi produttivi legati ai modelli Suv: si tratta di circa seimila lavoratori, che interromperanno la cig tra una settimana, il 6 novembre. Da questo pomeriggio alle 14 andranno invece rimarranno a casa gli addetti del modello Fiat Punto: per loro, circa un migliaio, il rientro in fabbrica è previsto il 4 novembre.

Ma torniamo nuovamente agli operai addetti alla realizzazione della Jeep Renegade e della 500X. All’inizio del mese erano stati annunciati quattro cicli di cassa integrazione: quello che inizia oggi e che durerà una settimana ed altri tre nelle domeniche pomeriggio di novembre. Era stato previsto il fermo produttivo, per la precisione, il 12, il 19 ed il 26 del mese che sta per iniziare, sempre dalle 14 alle 22. Ma l’azienda, in seguito ad un incremento degli ordini di modelli Suv ha deciso di ridimensionare l’utilizzo della cassa integrazione cancellando i fermi produttivi delle domeniche del 12 e del 26 novembre (nei turni pomeridiani che interessano le squadre B e D). Si tratta, insomma, di una riduzione dei sacrifici dei lavoratori, che lascia sperare in una timida ripresa. Ma le preoccupazioni restano, anche perché l’attuale periodo di cassa integrazione va ad aggiungersi a quelli annunciati ad agosto (cinque cicli nel mese di settembre) e al successivo, che è terminato alle 6 di questa mattina, ma che si aggancia alla nuova settimana di fermo produttivo che inizia sempre oggi. La cassa integrazione, naturalmente, influisce anche sulle aziende dell’indotto. Dopo le prese di posizione di Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil (che hanno tenuto nei giorni scorsi un direttivo unitario presieduto dai rispettivi segretari Roberto D’Andrea, Gerardo Evangelista e Marco Lomio) interviene sulla vicenda la Fismic.

«Pur essendo preoccupati per la momentanea contrazione dei volumi - fa sapere la segreteria territoriale di Puglia e di Basilicata del sindacato - riteniamo che Fca e il suo indotto possano ancora essere da traino per conquistare sempre più quote di mercato. Non ci sfugge che negli ultimi periodi la cassa integrazione stia riducendo il salario dei lavoratori e che la precarietà dei tanti giovani ancora in somministrazione nelle aziende dell’indotto Acm alimenti le preoccupazioni. Per tali ragioni riteniamo non più rinviabile un incontro con l’Acm, per affrontare temi indispensabili. A tal proposito, per sostenere e sollecitare una comune sinergia di tutte le parti in campo, comprese le istituzioni locali e regionali - dice ancora la Fismic - riuniremo i nostri delegati, per concordare iniziative sindacali sul tema. Serve un confronto serrato - conclude il sindacato - per garantire la massima saturazione degli impianti con modelli che valorizzino la nostra competitività».

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