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Cara Borgo Mezzanone, arriva
l'Esercito a rinforzare il perimetro

Soldati e ruspe per riparare tutti i varchi nella recinzione

Cara Borgo Mezzanone, arriva l'Esercito a rinforzare il perimetro

Interviene l’Esercito al «cara», il centro accoglienza richiedenti asilo di borgo Mezzanone che ospita circa 1400 profughi. L’intervento si è reso necessario - rende noto l’11° reggimento genio guastatori, di stanza a Foggia al rione delle Casermette - per riparare la rete di recinzione che separa la struttura d’accoglienza dal vicino ghetto, dove vivono oltre un migliaio di stranieri accampati per lo più in tende e baracche nell’ex pista dell’aeroporto militare di Orta Nova, in disuso dalla seconda guerra mondiale e che un tempo faceva parte dello stesso «cara». Quei varchi nella rete di recinzione finivano anche per favorire le scorrerie di bande di rapinatori (come dimostrato da una recente indagine della squadra mobile che nei mesi scorsi portò all’arresto di una mezza dozzina di nigeriani) all’interno del «cara» per rapinare e picchiare profughi.

«In seguito a una richiesta della prefettura di Foggia, personale dell’Esercito appartenente all’11° reggimento genio guastatori, unità alle dipendenze della Brigata Pinerolo» si legge nella nota stampa «è intervenuto nel centro d’accoglienza di borgo Mezzanone. L’intervento è stato autorizzato dal comando forze operative sud di Napoli; ed ha riguardato in modo particolare il rafforzamento della perimetrazione e la chiusura di alcuni varchi creatisi lungo la recinzione, che incidevano sulla sicurezza del personale ospite del centro e degli organi deputati alla sorveglianza del sito. Il personale dell’Esercito, grazie alle esperienze maturate nei teatri operativi ed alla elevata connotazione "dual-use", opera» si conclude il comunicato del ministero della difesa «in favore della comunità nazionale in caso di pubbliche utilità rivelandosi in ogni circostanza una risorsa per il Paese».

Va ricordato che da diversi anni è proprio l’Esercito ad occuparsi della vigilanza esterna del «cara» impiegando soldati nell’arco delle 24 ore, mentre di quella interna si occupano presidi di poliziotti, carabinieri e finanzieri con due unità che si alternano nei turni. Quando poi all’interno ed all’esterno del centro la situazione si «surriscalda» con risse, proteste, rivolte, accoltellamenti - e succede molto spesso come del resto raccontano con frequenza le cronache - arrivano puntuali i rinforzi da Questura e comando provinciale carabinieri di Foggia per riportare la calma. In teoria la struttura foggiana dovrebbe ospitare non più di 600 profughi nei vari «moduli abitativi» previsti per 6/8 persone, ed in attesa che loro richieste di asilo politico siano esaminate dalla commissione che si riunisce 5 volte alla settimana; ma negli ultimi anni in seguito ai continui e massicci sbarchi di profughi sulle coste italiane, il «cara» di Mezzanone ha finito per accogliere circa 1400 persone (utilizzati depositi, locali e tende per l’emergenza), che ne fa il secondo «centro d’accoglienza richiedenti asilo» più grande in Italia, dopo quello di Mineo vicino Catania.

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