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Processo a Bari

«Quel cane superstar è mio»
In tribunale per un dobermann

«Quel cane superstar è mio»Lite giudiziaria per un dobermann

foto d'archivio

«Mi hanno portato via un pezzo di cuore, un membro della famiglia. Per me non è solo un cane, è il mio migliore amico, mio fratello, come un figlio, e non mi arrenderò finché Pierino tornerà a casa». Nicola Denora, 26enne di Altamura (Bari), ha cominciato ormai due anni e mezzo fa una battaglia giudiziaria per ottenere la restituzione del suo dobermann 'Prince Piero di Perlanerà, che lui ha sempre chiamato Pierino, rubatogli, stando a quanto denuncia, dalla allevatrice lettone che glielo aveva venduto per circa 2mila euro. Oggi Piero, vera e propria star mondiale, vincitore dei più importanti concorsi cinofili di bellezza, vale 50mila euro. Ma questo a Nicola questo non interessa.
«Non ho mai voluto guadagnarci e anzi - racconta - non sopporto l’idea che adesso il mio cane sia usato come un bancomat per fare cuccioli di grande valore grazie al suo pedigree».

Questa storia, che nei giorni scorsi è finita in un’aula del Tribunale di Bari dove è cominciato il processo per furto aggravato nei confronti di Ieva Apsite, 37enne di Riga (Lettonia), inizia nell’aprile 2013. Il cane, nato a febbraio di quell'anno, «era l’ultimo della sua cucciolata, il brutto anatroccolo, - racconta il suo proprietario pugliese - l’unico a non esser stato venduto». Il 26enne lo trovò su internet, attraverso un sito specializzato, e ne concordò l’acquisto per circa 2mila euro. Andò lui stesso a ritirarlo in occasione di una manifestazione canina in Romania a settembre, con tanto di passaporto e pedigree. «Il cane dormiva nel mio letto, la mattina andavamo a correre insieme, anche i miei nipotini si erano affezionati a lui e faceva compagnia all’altro dobermann di casa, Artù, che ora è rimasto solo» dice Nicola.

Nei mesi successivi all’acquisto, anche grazie alla collaborazione della allevatrice e precedente proprietaria, il cane ha partecipato a numerosi concorsi di rilievo internazionale prevalentemente nei Paesi Baltici, ottenendo ottimi piazzamenti ed incrementando, così, il proprio valore di mercato. I rapporti fra il 26enne di Altamura e l’allevatrice lettone sono proseguiti per alcuni mesi, in quanto i due si incontravano in occasione dei concorsi canini. Nel settembre 2014 il ragazzo ha ospitato la donna in Puglia perché Prince Piero doveva partecipare ad una manifestazione a Napoli. Una mattina, però, il 26enne non ha più trovato né Ieva né il cane. La donna sarebbe fuggita portando con sé l’animale, aiutata dal padre che era arrivato a Bari la sera precedente il furto. A quel punto, dopo la denuncia, è cominciata la battaglia giudiziaria. Il magistrato barese, Giuseppe Dentamaro, che ha coordinato le indagini della Forestale, ha anche disposto nei mesi scorsi il sequestro dell’animale attraverso l’Interpol, tuttavia mai eseguito dalla Polizia lettone. Che il cane si trovi ancora oggi con Ieva Apsite emerge dalle numerose fotografie continuamente pubblicate sul profilo Facebook della donna.

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