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lutto

«Ciao Michele,
alla fine ci hai lasciato»
Memoria storica di Andria

michele palumbo

ANDRIA - «Alla fine ci hai lasciato. Abbiamo sperato. Abbiamo pregato. Non è bastato». Gli scrive così la comunità scolastica del «suo» Liceo (lo Scientifico «Riccardo Nuzzi» di Andria), dove il professor Michele Palumbo, docente di storia e filosofia, era approdato, dopo aver insegnato per anni al Liceo Classico «Carlo Troya». Ma Michele Palumbo, 59 anni, da un anno alle prese con una malattia che non gli ha dato scampo, non era soltanto un docente. Lui si schermirebbe e abbozzerebbe un sorriso sardonico, accompagnato da uno sguardo benevolmente pungente: era (meglio: è, per quello che ci ha insegnato e consegnato) un intellettuale della nostra terra per la quale ha studiato, sofferto e lottato, sperando sempre in un futuro migliore.

Ha iniziato a scrivere nei primi anni Ottanta per la Gazzetta del Mezzogiorno, prima di completare gli studi all’Università di Bari, diventando la vera e propria «memoria storica» di Andria, attraverso gli articoli e le rubriche (da «Piazza Catuma» a «Scusate qualche parola») dai quali lanciava uno sguardo critico, appassionato e disincantato sulle variegate e per molti aspetti sorprendenti vicende delle nostre città. Cronaca e riflessione erano le facce di uno stesso impegno: non a caso, coordinava la Scuola di Filosofia di Andria e aveva curato la collana “Il Club/filosofia, storia & teatro”, la nuova edizione di “Da Andria contadina a Torino operaia” di Alfonso Leonetti (2006), «L’alfabeto della ragione» (2010) e un’antologia straordinaria di «Preghiere laiche» (2014), vero e proprio testamento umano e spirituale di chi ci ha lasciato troppo presto, ma ci sarà accanto per sempre. [rino daloiso]

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