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BARI - Dai riti di affiliazione in carcere al controllo del territorio con armi da guerra, dal traffico di droga nei quartieri baresi di Enziteto-Catino, San Paolo e Libertà alle lettere fra mafiosi da e per il carcere. C'è tutto questo nell’operazione dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Bari coordinata dalla Dda, che ha portato oggi all’arresto di sette pregiudicati, ritenuti veritieri e referenti del clan Strisciuglio sui diversi rioni della città di Bari.

Sono oltre 100 i militari, supportati da un elicottero, cani antidroga, metal detector, e sofisticate strumentazioni tecnologiche, che sono stati impegnati in arresti e perquisizioni a tappeto alla ricerca di armi e droga. Nel mirino degli investigatori sono finiti presunti esponenti del clan Strisciuglio e, dalle prime informazioni raccolte, sarebbero stati annientati i vertici e il braccio armato del clan che è uno dei più agguerriti in città.

L'operazione giunge al termine di oltre due anni d'indagini condotte dal Nucleo investigativo del reparto operativo e coordinata dalla locale Direzione distrettuale antimafia. Le accuse nei confronti degli arrestati sono di associazione di tipo mafioso armata, detenzione e porto illegale di armi anche da guerra, traffico di sostanze stupefacenti con l'aggravante del metodo mafioso. Nel corso delle indagini, all'organizzazione sono stati sequestrati un Kalashnikov, giubbotti antiproiettile, pistole e centinaia di munizioni. 

Il capo e promotore della presunta organizzazione criminale - secondo quanto accertato dagli investigatori - era Lorenzo Caldarola (già detenuto), storico braccio destro di Domenico Strisciuglio, 'Mimmo la Luna', sul quartiere Libertà. Le indagini coordinate dal pm Antimafia Patrizia Rautiis hanno poi consentito di identificare in Alessandro Ruta e Vito Valentino i presunti referenti del clan sul San Paolo e in Saverio Faccilongo (anche lui già in carcere) il presunto referente su Enziteto-Catino.
Destinatari della misura cautelare anche Vito Antonio Catacchio (già detenuto), partecipe dell’associazione e attivo - secondo quanto emerso dalle indagini - sul quartiere San Paolo, Giovanni Faccilongo e Francesco De Marzo, rispettivamente fratello e cugino di Saverio, attivi su Enziteto.
Agli atti del procedimento ci sono intercettazioni telefoniche, la corrispondenza sequestrata in carcere tramite la quale gli affiliati comunicavano gli ordini al clan, l’esito di perquisizioni che nel corso di tre anni, dal 2014 al 2016, hanno portato al sequestro di ingenti quantitativi di droga e armi, anche da guerra, ma soprattutto le dichiarazioni di 12 collaboratori di giustizia.

IL SINDACO: LO STATO C'E': Il sindaco di Bari e presidente dell’Anci, Antonio Decaro, con una nota diffusa poco fa plaude all’operazione delle Forze dell’ordine di queste ore, che ha colpito un altro clan barese. «E' stato decapitato definitivamente un altro clan in città. La comunità barese - afferma Decaro - ringrazia la Magistratura e le Forze dell’ordine. Lo Stato c'è, da oggi la città è più libera. Continuano costanti i controlli e i presidi nel quartiere Libertà».

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