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polemiche nella provincia bat

Tecnologia sulle ambulanze
protestano i medici del 118

tecnologia su ambulanze

di GIAMPAOLO BALSAMO

BARLETTA - Tecnologia in sanità, è caos tra i medici del 118 anche nella sesta provincia. A loro l’avvento della della «scheda paziente digitale» non va proprio giù.
Certo, sia ben inteso, i camici bianchi non contestano i vantaggi che il nuovo sistema apporterà: con il tablet a bordo delle ambulanze e la nuova scheda paziente, infatti, in tempo reale si possono trasferire le informazioni direttamente al pronto soccorso di destinazione, per una presa in carico del paziente più rapida ed efficace.
«Non contestiamo l’innovazione sia ben inteso, ma le modalità con le quali la tecnologia ci è stata imposta», commenta Mauro Ferrante, segretario provinciale della Federazione italiana medici di medicina generale della provincia di Barletta-Andria-Trani, settore emergenza 118.

«Nessuno ha mai chiesto il parere di chi, come noi, - aggiunge il segretario provinciale Fimmg - vive quotidianamente il territorio subendo invece dall’alto imposizioni varie, come i protocolli operativi della centrale operativa 118, quelli aziendali (protocollo stemi, protocollo psichiatrico ecc.) cambio del servizio di telecardiologia da analogico a digitale con tutte le problematiche legate alla trasmissione dati e quindi alla copertura umts, gprs e gsm che spesso sul territorio murgiano è assente».
In pratica, ciò che sta sollevando un polverone tra i sanitari del 118 della Bat (e non solo) è l’imposizione della formazione obbligatoria, certamente necessaria, disposta dal direttore della Centrale operativa Bari-Bat e comunicata ai medici del Servizio di emergenza-urgenza territoriale.

Come ha fatto notare l’avvocato Michele Langiulli della Fimmg nella diffida indirizzata al direttore generale del Dipartimento promozione salute, Giovanni Gorgoni e al direttore generale della Asl Bari, Vito Montanaro, il servizio 118 è gestito in convenzione con la Asl, mentre la Centrale operativa fa capo al Policlinico e dunque non ha alcuna autorità contrattuale per poterlo fare. «Non bastasse - aggiunge il legale - nuovi compiti non possono essere “semplicemente” assegnati con una lettera, ma esistono degli organismi contrattuali deputati appositamente e che tutto deve attenersi alle normali relazioni sindacali. Da queste, e altre ragioni, i motivi della diffida a ritirare le iniziative messe in atto, convocando appositamente una seduta del Comitato permanente regionale per la medicina generale».

Una questione di principio, insomma, che sta comportando non disagi per l’utenza ma differenze di approccio alle innovazioni imposte. «Sì, è vero, nonostante l’avvento dei tablet e della scheda paziente digitale - aggiunge il dott. Mauro Ferrante - ci sono colleghi che continuano a preferire il cartaceo, compilando il referto su carta. In ogni caso, voglio rassicurare l’utenza, i medici del 118 Bat continuano sempre a garantire con grande serietà un impeccabile servizio senza creare mai alcun problema sia sanitario che amministrativo».

I disagi, invece, spesso denunciati dai pazienti riguardano i tempi di attesa delle ambulanze 118. «Purtroppo - spiega Paolo Lionetti, segretario amministrativo di settore Fimmg 118 Bt - per come sono strutturati ed organizzati i pronto soccorsi di Andria e Bisceglie, nei codici “giallo” e “verde” non è possibile “sbarellare” il paziente in pochi minuti e si è costretti ad aspettare tempi che in media superano i 30 minuti. Questo si traduce anche in un ritardo della pronta disponibilità dell’ambulanza 118 alle esigenze dell' utenza bisognosa di soccorso, situazione ancor più grave per le postazioni di Minervino e Spinazzola che distano rispettivamente 25 e 40 minuti dai pronto soccorsi, traffico e condizioni meteo permettendo, risultando cosi una lunga scopertura del territorio».

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