Venerdì 18 Gennaio 2019 | 07:12

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Giallo a Bari

In coma a 25 anni per un colpo
al naso: si indaga sul compagno

La ragazza è ricoverata a S. Giovanni Rotondo. Gli investigatori non credono all'incidente

Violenza di genere, un milionedi finanziamento dalla Regione

C’è una giovane donna di 25 anni che da circa due mesi lotta tra la vita e la morte. La Procura di Bari ipotizza che possa trattarsi dell’ennesima vittima di una ordinaria, terribile, vile aggressione da parte del suo compagno. Ma non ci sono denunce né su quello che è accaduto, né tanto meno su possibili maltrattamenti commessi in precedenza, anche se qualcuno dei parenti della vittima, avrebbe lanciato dei segnali in questa direzione. Di qui, al momento l’apertura di un fascicolo solo per lesioni dolose gravissime, reato che prevede una pena compresa tra i tre e i sette anni.
Una vicenda non chiara, dai contorni non del tutto definiti, maturata in un contesto dove la paura e un «amore» (si fa per dire) malato, potrebbero avere recitato, ancora una volta, un ruolo fondamentale. Lo sfondo è quello di un ambiente sociale modesto, umile, ma per nulla criminale. A tentare di fare luce sull’episodio che, se l’ipotesi fosse confermata, sarebbe un gravissimo caso di violenza tra le mura domestiche, gli agenti della Squadra mobile, coordinati dal pm Manfredi Dini Ciacci. Gli investigatori hanno acquisito le cartelle cliniche di quello che inizialmente era stato descritto come un incidente domestico, hanno sentito diverse persone informate sui fatti tra i parenti di lei e quelli di lui e adesso stanno per depositare le loro conclusioni.
Tutto ha inizio un giorno di qualche settimana fa. Carla (nome di fantasia) giunge priva di sensi nel pronto soccorso del Policlinico. Aveva un grosso ematoma tra il naso e la fronte. «È caduta in bagno», sostiene chi l’accompagna in gravissime condizioni. Per i medici che l’hanno operata d’urgenza non è andata affatto così. La gravità della ferita sembra incompatibile con questo racconto. Potrebbe essere accaduto ben altro in quella casa dove chi - è questo il terribile sospetto - avrebbe dovuto proteggerla (lei così minuta, lui così alto e robusto), con un solo colpo avrebbe rischiato di ucciderla. Prima il delicato intervento chirurgico nel tentativo disperato di limitare i danni provocati dal violentissimo colpo subito. Subito dopo la segnalazione al posto fisso di Polizia. E l’avvio delle indagini.
Agli atti c’è anche la deposizione del compagno della donna. «Inavvertitamente potrei averla colpita con una gomitata», avrebbe sostanzialmente sostenuto. Per capire la natura della ferita sono state disposte anche consulenze medico legali. Il colpo subito è stato talmente violento che il setto nasale è praticamente rientrato sulla fronte, creando un grave danno cerebrale. Una gomitata volontaria e ben assestata, o addirittura un pugno sferrato quasi con le tecniche paramilitari? Difficile stabilirlo. Disposta sul punto una consulenza medico legale. C’è un punto tra il naso e la fronte, che se colpito con una certa forza può provocare la morte di chi lo subisce. I sanitari non pensavano che la donna sopravvivesse. Dopo l’intervento è entrata in coma. Quando ne è uscita, è stata ricoverata nell’ospedale «Casa Sollievo della Sofferenza», di San Giovanni Rotondo. Le sue condizioni sono ancora molto gravi. I medici non sanno se ce la farà a riprendere una vita normale.
Pare che prima dell’episodio i suoi parenti le avessero chiesto informazioni su escoriazioni e lividi sul corpo. «Ti picchia?». «No, ci amiamo», avrebbe risposto più volte. Di qui la cautela degli investigatori. Del resto nei confronti dell’uomo non è mai stata presentata alcuna denuncia. In attesa che la Procura e la Mobile facciano luce sul caso, il dato certo è che Carla, a 25 anni, da mesi sta lottando tra la vita e la morte.

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