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Emiliano: difesa del mare dalle bugie

In piazza Fiume a Bari secondo gli organizzatori sono più di cinquemila le persone presenti alla manifestazione-concerto 'SiAmo il marè

stop trivelle, Greenpeace

foto Luca Turi

BARI - Dalla manifestazione-concerto in piazza agli striscioni issati sulle vele delle regate: week-end di mobilitazione in Puglia con esponenti politici, sindacali e ambientalisti che chiedono ai cittadini di votare 'sì' al referendum del 17 aprile per abrogare la norma che concede alle società il diritto ad estrarre idrocarburi in mare sino all’esaurirsi del giacimento.

Il clou è a Bari in piazza Fiume, nei pressi del teatro Petruzzelli. Secondo gli organizzatori più di cinquemila le persone presenti alla manifestazione-concerto 'SiAmo il marè, alla presenza di musicisti, sindacalisti, politici e ambientalisti.

«Stiamo difendendo la bellezza come bene pubblico, con la serenità di chi ha ragione. Di chi si difende dalle bugie perfino di governi amici che si sono infilati in tunnel brutti nei quali si fa prevalere l’interesse di pochi insignificanti petrolieri che costringono a sacrificare gli interessi di tantissime persone che dal mare traggono ricchezza, turismo, possibilità di futuro», ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, parlando con i giornalisti poco prima di salire sul palco.

Per il governatore, «è incredibile come una piccola industria insignificante come l’industria petrolifera italiana, venga sacrificata alla più grande industria italiana, quella del turismo e della bellezza. Come fa lo stesso governo a fare due discorsi, l’uno in contrasto con l’altro, è un mistero che prima o poi dovremmo capire». «Il referendum, però - ha sottolineato - ha dato l’occasione a tutti di capire qualcosa in più».

Questa, ha proseguito Emiliano, «è una bellissima serata, nella quale l’Italia delle persone per bene, che non si rassegnano e si attivano, che vogliono contare sulle scelte anche dei potenti, scendono in piazza per raccontare di un mare meraviglioso che è a poche decine di metri e che ha bisogno, in questo momento, dell’aiuto di tutti gli italiani che non contano niente, che non hanno lobby, che non hanno parenti vicini a ministri, che non hanno soldi a sufficienza per passere le vacanze in ville esclusive». «Che hanno - ha concluso - solo la possibilità di apprezzare la bellezza come bene pubblico».

«Qui non ci sono interessi che ci guidano, petrolieri che ci finanziano: qui esplode la libertà senza distinzioni di partito e orientamento politico», ha poi ribadito Emiliano dal palco della manifestazione. "Di fronte a queste vicende - ha rilevato - l’unica risposta è l'unità del popolo italiano». «Senza la Puglia - ha proseguito - non avremmo avuto la forza di informare tutti e il referendum non sarebbe stato lo stesso». Il 17 aprile, ha aggiunto, «andate a votare presto», in maniera che l’affluenza salga sin da subito, «così da spingere anche gli sfiduciati a votare e a impedire che si fermi la democrazia nel nostro paese». «Il referendum - ha proseguito - non è cosa inutile ma una cosa straordinaria per dire ai potenti noi ci siamo, sappiamo dove stiamo andando, noi siamo per la effettività della Costituzione italiana che tutela la bellezza della cultura». «Nei prossimi mesi - ha avvertito infine - dovremo fare mote altre cose per difendere la nostra libertà».

Il segretario della Fiom, Maurizio Landini, è stato uno dei primi a intervenire. «Trovo inaccettabile che il capo del governo che ha giurato sulla Costituzione inviti la gente a non andare a votare. È una cosa gravissima. Quindi - ha aggiunto - uno che è stato eletto dal Parlamento ma non dal popolo, che non ha mai chiesto al popolo nulla, e che nel momento in cui i cittadini possono decidere su cose importanti li invita a non andare a votare, a me sembra uno che sta mettendo a rischio la tenuta democratica del Paese».

«Quando invece - per Landini - bisognerebbe unire il Paese e non dividerlo, e rivolgersi alle persone perché partecipino, decidano e rafforzino la democrazia di questo paese». Landini ha poi precisato che «il presidente del Consiglio non è stato eletto da nessuno, perché lo ha eletto il Parlamento, tra l'altro un Parlamento che la Corte costituzionale dice che è stato eletto con una legge non troppo legittima, al punto che devono farne un’altra».

«Parto dal fatto che questo referendum è stato promosso da nove Consigli regionali che sono stati eletti, e buona parte di questi fanno parte del Pd. Poi non so se uno ha preso colpi di sole, ma il dato è questo». Parlando poi del caso a Tempa Rossa, che ha portato alle dimissioni del ministro a Guidi, Landini ha detto che «quello che sta succedendo dimostra che il problema di questo paese inizia sempre per c, ma non è né Costituzione ne qualcos'altro: è corruzione. E il livello di corruzione quanti posti di lavoro ha fatto perdere quanti investimenti non fa fare?».

«È molto importante che le persone vadano a votare - ha concluso - e che questa settimana si recuperi un livello di informazione che mi pare sia molto assente».

Sono intervenuti, tra gli altri, il coordinatore dei consigli regionali promotori del referendum, Pietro Lacorazza, ed Enzo Di Salvatore, del coordinamento nazionale 'Notriv' ed estensore del quesito referendario.

Sul palco esibizioni dell’Orchestra popolare Notte della Taranta, Dario Vergassola, Davide Ceddia, Antonio Stornaiolo; in diretta streaming  Albano Carrisi e Riccardo Scamarcio. In scaletta contributi video di Emma, Luca Zingaretti, Ficarra e Picone, Sud Sound System, Eugenio Segre, Mirco Signorile. La manifestazione è stata trasmessa in diretta da alcune emittenti private sia sul digitale terrestre che sulla piattaforma Sky.

Il sindaco di Bari, Decaro, ha fatto sapere di essere rimasto a casa con l'influenza.: fonti vicine al primo cittadino, però, tengono a sottolineare che non avrebbe comunque garantito la sua partecipazione all'evento essendo peraltro nota la sua posizione di andare a votare scheda bianca.

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