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In Puglia e Basilicata

A Francavilla Fontana il Consiglio comunale  dice sì alle ronde

A Francavilla Fontana il Consiglio comunale  dice sì alle ronde
FRANCAVILLA FONTANA - Le ronde sbarcano anche al Sud. È Francavilla Fontana ad aggiudicarsi la palma del comune pugliese più «padano». Il consiglio comunale dell’importante centro del Brindisino recepisce l’indirizzo del cosiddetto «pacchetto sicurezza» varato dal governo nazionale. Sindaco, di centrodestra (sostenuto da Pdl, La Destra, Democrazia Cristiana e La Puglia prima di tutto) è Vincenzo della Corte.

06 Dicembre 2009

FRANCAVILLA FONTANA - Le ronde sbarcano anche al Sud. È Francavilla Fontana ad aggiudicarsi la palma del comune pugliese più «padano». Il consiglio comunale dell’importante centro del Brindisino recepisce l’indirizzo del cosiddetto «pacchetto sicurezza» varato dal governo nazionale. Sindaco, di centrodestra (sostenuto da Pdl, La Destra, Democrazia Cristiana e La Puglia prima di tutto) è Vincenzo della Corte.

Alla base della contestata deliberazione, una petizione popolare promossa dal consigliere comunale in quota Popolo della Libertà Benedetto Proto, riuscito in appena un mese a raccogliere oltre duemila firme tra i concittadini.

I «volontari della sicurezza», così sono indicati nell’atto consiliare i rondisti, avranno il compito di sorvegliare le zone più sensibili della città, negli ultimi tempi afflitta da un’escalation criminale definita «senza precedenti». I gruppi, di tre persone, rigorosamente disarmate, non avranno alcun potere d’intervento, ma soltanto la possibilità di segnalare alle forze dell’ordine eventuali situazioni illecite e di pericolo per la cittadinanza in cui dovessero imbattersi durante il servizio.

Intanto, nella Città degli Imperiali, come pure viene indicata Francavilla, infuriano le polemiche. Nel corso degli stessi lavori consiliari dell’altra sera non sono mancati momenti di tensione, con diversi esponenti dell’opposizione di centrosinistra (Unione di Centro, Partito Democratico e Italia dei Valori) che hanno addirittura abbandonato l’aula in segno di protesta. Il consigliere Luigi Galiano in quota Udc, ha bollato le ronde come una «fesseria leghista». Secondo la minoranza, inoltre, quella del centrodestra altro non costituirebbe che «un’iniziativa populistica a sfondo propagandistico» in vista delle imminenti consultazioni regionali di primavera. Ad approvare l’ordine del giorno è stata la sola maggioranza a eccezione del primo cittadino, astenutosi dopo aver chiesto, invano, di non mettere ai voti la proposta in attesa di ulteriori approfondimenti.

L’idea delle ronde al consigliere Proto è venuta l’estate scorsa, sulla scia dei numerosi episodi di micro e macro-criminalità (dalle risse agli scippi, ai furti, agli attentati, agli omicidi) che hanno turbato l’abituale tranquillità della cittadina a vocazione commerciale. Le prime reazioni, finanche in seno alla maggioranza, non sono state confortanti.

I costi per le casse comunali, sarebbero pari a zero, ha sottolineato in consiglio il capogruppo del Pdl onorevole Luigi Vitali. I volontari percepirebbero al massimo un rimborso spese direttamente dallo Stato in virtù di un emendamento (se confermato) al «pacchetto sicurezza» proposto una manciata di giorni fa in Senato.

Adesso spetterà comunque al sindaco, di concerto con forze dell’ordine e prefettura, pronunciarsi definitivamente sulla questione, in sostanza dare o meno il via libera alle ronde. Intanto in città non si parla d’altro e, dopo esserlo stato in consiglio, l’argomento è all’ordine del giorno nei discorsi della gente. Tra pro e contro, è ufficialmente scoppiata la «grana padana».

Eliseo Zanzarelli

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