Giovedì 17 Gennaio 2019 | 17:42

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Se ti raffreddi niente giustifica

Il preside dell'Istituto d'arte di Ortisei ha deciso che non giustificherà più le allieve che si ammalano perché indossando magliette corte e con la pancia nuda
ORTISEI (BOLZANO) -«Non è una questione morale ma solo di prevenzione sanitaria: non firmerò più le giustificazioni per assenza delle ragazze che lamentano dolorini e problemi di vario genere e intanto vanno in giro con magliette tanto corte che lasciano pancia e schiena scoperte»: è l'annuncio di Karlheinz Mureda, preside della Scuola d'arte di Ortisei, in val Gardena, che ha creato un po' di scompiglio tra le allieve.
«Non è stata una decisione comunicata negli organismi scolastici ma per ora ho solo annunciato questa mia intenzione ad un paio di allieve e vedo che la cosa ha provocato reazioni: non giustificherò più assenze di ragazze che indossano magliette troppo corte», spiega il preside dopo che una ragazza si è rivolta al quotidiano tedesco Tageszeitung.
«Non è una questione morale, come ho sentito sia altrove, ma noi qui siamo in montagna ben sopra i mille metri - aggiunge Mureda - e c'è inverno praticamente tutto l'anno. Quest'anno, con ondate di freddo ricorrente anche in questo periodo, con ogni probabilità si dovrà tenere il riscaldamento acceso sino a giugno, sino alla fine della scuola. Ebbene, chi va in giro con pancia e schiena scoperte con queste temperature mette a rischio la propria salute e questo non è giustificabile». Tanto più che alla Scuola d'arte -tra ore di disegno e di esercitazioni con legno e ceramica- «gli allievi per parecchie ore stanno piegati sui banchi. Le ragazze che hanno la schiena scoperta rischiano inevitabilmente di avere malanni. E poi di si danno assenti».
La Scuola di Ortisei ha una ottantina di allievi, in buona parte ragazze. Ed anche tra i monti gardenesi, dove clima e temperatura non sono certo tra i più favorevoli, la moda delle magliette corte che lasciano scoperte schiena e pancia, dove a volta compaiono piercing e tatuaggi, ha da tempo preso piede tra le ragazze: la moda è la moda. «Ma la salute è la salute e una prevenzione ci vuole perché altrimenti si ammalano, hanno dolori e disturbi, sono assenti e non possono venire a scuola a fare il loro lavoro», insiste convinto il preside. Che, tra l'altro, spiega di avere in casa lo stesso problema: «ogni giorno anche mia moglie litiga con nostra figlia per queste benedette magliette corte».

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