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In Puglia e Basilicata

Il caso

Agricoltura: Regione Puglia, nel 2021 forte accelerata su Psr

agricoltura

Lo dichiarano l’assessore all’Agricoltura della Regione Puglia e l’Autorità di gestione del PSR Puglia, Gianluca Nardone

25 Giugno 2022

Redazione online

BARI - «I dati riguardanti la spesa dei fondi Feasr pubblicati sul portale Cohesion Data sono aggiornati al 2020 e quindi non registrano per ovvie ragioni temporali la straordinaria accelerata della spesa dei fondi di sviluppo rurale nel 2021. Lo abbiamo definito, così come gli stessi Servizi tecnici della Commissione europea e Agea hanno confermato, l’anno della ripresa perché la Puglia è stata regione da record in positivo». Lo dichiarano l’assessore all’Agricoltura della Regione Puglia e l’Autorità di gestione del PSR Puglia, Gianluca Nardone.

«Nel 2021 - viene spiegato - abbiamo speso oltre 196,5 milioni di euro a valere sul Feasr e una quota pubblica di 314 milioni. Ciò significa che abbiamo speso più di ogni altra regione in termini assoluti. E in termini relativi, sulla scorta delle dotazioni disponibili, siamo stati la terza in classifica, dopo Valle d’Aosta e Molise, che hanno speso rispettivamente circa 12 milioni e 20 milioni di euro». La Dg Agri, in occasione del Comitato di Sorveglianza dello scorso 22 giugno, ha parlato di un cambio di tendenza netto rispetto al passato, frutto di uno sforzo che ci è stato ampiamente riconosciuto e che ci ha reso fortemente credibili. Il 2021, difatti, si è chiuso con una significativa riduzione del disimpegno, eredità di anni di contenziosi amministrativi e degli effetti economici nefasti della pandemia. I 96 milioni di euro che rischiavamo di perdere si sono ridotti a un sesto. E questo è un risultato di cui la Commissione europea ci ha dato atto e merito e che non può essere omesso oggi quando si parla di spesa e dello stato di attuazione del PSR».

«Anche il partenariato socio economico regionale - viene rilevato - ha a più riprese ribadito un cambio di passo importante. E questi risultati sono anche merito di tutte le organizzazioni. Ad ora restano 15 milioni di euro per il periodo 2017-2018 che sono oggi oggetto di trattativa con la Commissione. Ma siamo nelle condizioni di dire che nessuna progettualità è a rischio: mi riferisco ai nuovi bandi già pubblicati o di imminente pubblicazione per i due di transizione 2021-2022». «Siamo certi - concludono - di poter garantire in questa fase una spesa pari a 214 milioni di euro, anche con le risorse rinvenienti dal Next Generation EU»

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