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Puglia, la caccia della Regione ai furbetti del vaccino: in alcuni comuni numeri record

Sotto esame anche i casi di Putignano e alcuni centri del Salento

Puglia, la caccia della Regione ai furbetti del vaccino: in alcuni comuni numeri record

foto Tony Vece

Ci sono alcuni Comuni pugliesi dove sono stati registrati numeri di vaccinazioni «fuori standard» superiori alla norma. Nonostante l’annuncio del commissario Francesco Paolo Figliuolo, secondo cui quando ci sono dosi residue «chiunque passa va vaccinato», la Regione prosegue nell’analisi dei dati sulle somministrazioni in parallelo al lavoro dei carabinieri del Nas.
Sabato mattina la Procura di Bari ha ascoltato come testimone l’assessore alla Salute, Pier Luigi Lopalco, insieme al capo degli ispettori regionali, l’avvocato Antonio La Scala. L’obiettivo del pm Baldo Pisani era proprio capire la logica che ha orientato le scelte, trasfuse in 15 circolari emanate da fine dicembre a oggi. E questo con lo scopo di far emergere se esistono casi in cui le dosi sono state somministrate senza titolo: nei prossimi giorni la Procura potrebbe ascoltare anche il capo della cabina di regia sui vaccini, Michele Conversano.

Nel corso delle settimane, dicono però fonti della Regione, la situazione si è stabilizzata nel senso che le Asl hanno predisposto liste di riserva riducendo così al minimo la discrezionalità degli operatori di fronte alle dosi avanzate (con il vaccino Pfizer dopo lo scongelamento della fiala ci sono solo poche ore di tempo). Non è andata così nei primi giorni della fase-1 della campagna, quando negli ambulatori (risulta dalle denunce dell’Ordine dei medici di Brindisi, ma anche della stessa Asl di Lecce) sarebbero state effettuate - ad esempio - somministrazioni a parenti di medici. Circostanze confermate dalle decine di esposti giunti nelle Procure pugliesi da semplici cittadini, che hanno segnalato circostanze più o meno verificabili: su alcune sono in corso indagini.
Gli approfondimenti della Regione, oltre a situazioni specifiche (ad esempio l’alto numero di «volontari», o la presenza nelle liste di 8 minori) hanno poi fatto emergere situazioni di criticità locali. Una situazione da approfondire si sarebbe verificata a Putignano, nel Barese, e in alcuni centri del Salento dove nella stessa sede vaccinale sono emersi numerosi nomi di persone collegati tra loro perché appartengono alla stessa famiglia, oppure alla stessa categoria non inclusa tra le priorità. Circostanze che gli ispettori del Nirs stanno approfondendo: un caso di dose residua può capitare, due pure, una decina fa sorgere qualche sospetto. Stesso discorso per la presenza nelle liste di numerosi sindaci (che di per sé non hanno accesso prioritario al vaccino), ma in moltissimi casi si tratta di medici.

I dati aggiornati a ieri dicono che in Puglia sono state somministrate 436.626 dosi, il 83.9% del totale consegnato (pari a 520.325): nel weekend la percentuale era salita al 99%, ed è poi ridiscesa per effetto delle fiale consegnate ieri mattina. Gli over 80 vaccinati sono saliti a quota 96.244 (poco meno del 50% del totale), mentre gli operatori sanitari sono 187.752 vaccinati: la percentuale di quelli che al momento non sono stati sottoposti a somministrazione è inferiore al 10%, ma con situazioni a macchia di leopardo che non dipendono necessariamente da scetticismo ma possono essere anche collegate a situazioni contingenti (malattie, infezione precedente).

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