«Palestre già chiuse durante il lockdown. Poi chiuse nuovamente dal 25 ottobre. In pratica non lavoro da un anno. Mi sono dovuta inventare una alternativa». Mariella N. insegnava pilates in un centro fitness a Bari, oggi tiene lezioni private a casa, unico modo per cercare di arrotondare e tirare avanti.
«Io ho sempre lavorato con contratti e pagando le tasse che dovevo – spiega Mariella –, ma questa situazione ha fatto completamente saltare il banco. La cassa integrazione Covid la vedo con il cannocchiale, e quando arriva è una cifra irrisoria. Sono stata costretta a lavorare a nero, altrimenti come potrei fare? Pago casa, le bollette, da mangiare. Per fortuna sono sola, non so come avrei potuto fare, se avessi avuto una famiglia».
Mariella era molto apprezzata quando insegnava, quando la chiusura delle palestre si è così protratta nel tempo, in molti l'hanno contattata per capire se si poteva riprendere in qualche altra forma.
«Con alcune delle mie allieve si era instaurato un rapporto di amicizia – spiega Mariella -. Mi hanno contattata e chiesto se potevamo continuare ad allenarci. Così ho deciso di organizzarmi: ho liberato il soggiorno e l'ho attrezzato come spazio fitness. Accolgo una persona per volta, teniamo le finestre aperte e si fanno solo esercizi a corpo libero. Chi viene si porta il suo tappetino, alcuni anche i loro piccoli pesi. In pratica mi sono riciclata come personal trainer».
L'esperienza di Mariella è molto simile a quella di altri ex insegnanti: messi fuori dalle palestre hanno dovuto trovare delle alternative. In alcuni casi quando è bella la giornata si vedono piccoli gruppi al parco di largo 2 Giugno, dove c'è anche la possibilità di usare un po' di attrezzi in aree sport apposite o negli spazi aperti vicino al mare. Altri hanno colto l’occasione di applicazioni come Zoom o Meet: organizzano piccoli gruppi di persone alle quali viene dato l’accesso attraverso password per seguire le video lezioni in diretta. Il costo è di pochi euro.
«Ogni allieva quando viene a casa mi paga 15 euro all'ora – racconta Mariella – se ci si vede in gruppo all'aperto la cifra scende a 10 euro. So di altri colleghi che lavorano con il mio stesso sistema più o meno per le stesse cifre. Che sia chiaro, non è che riusciamo a gestire chissà quanti allievi. Non stiamo diventando ricchi. Tra un'ora e l'altra disinfetto l'ambiente, ci sono giorni che riesco a tenere quattro ore di lezione, ma almeno mantengo i contatti in attesa che questo momentaccio passi. Io voglio tornare a lavorare in palestra e tornare a riavere il mio soggiorno. Il problema è che non si capisce neanche quando potremo ripartire».
Tecnicamente fino al 5 marzo dovrebbe restare in vigore l'ultimo Dpcm varato il 14 gennaio che specifica: «Sono sospese le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali, fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza e per le attività riabilitative o terapeutiche, nonché centri culturali, centri sociali e centri ricreativi; ferma restando la sospensione delle attività di piscine e palestre, l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere svolte all’aperto presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, sono consentite nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, in conformità con le linee guida emanate dall’Ufficio per lo sport, sentita la Federazione medico sportiva italiana, con la prescrizione che è interdetto l’uso di spogliatoi interni a detti circoli; sono consentite le attività dei centri di riabilitazione, che si svolgono nel rispetto dei protocolli e delle linee guida vigenti».
«Quello che non ho capito è: se la Puglia diventa regione gialla potremo riaprire? E se sì con quali norme? Se invece no, per quanto tempo potremo tirare? Questa incertezza è una variabile che io personalmente non riesco a gestire, ma il problema non è solo mio. Ormai questa situazione sanitaria per chissà quanto ancora ce la tireremo dietro».
E in attesa che la situazione si sblocchi la città diventa luogo di palestre a cielo aperto, si moltiplicano i luoghi nelle aree verdi o vicino al mare, complice anche un mete particolarmente mite. In alternativa si va in casa del personal trainer, come da Mariella.















