Martedì 09 Marzo 2021 | 05:53

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«Gazzetta con Brio». Analisi, spunti, disamine sul campionato di Serie A, con la vivacità tipica di Sergio Brio. Salentino di Lecce,64 anni, grande calciatore, ex difensore della pluridecorata Juventus di Michel Platini, Brio è opinionista in diverse trasmissioni televisive.


Ben ritrovato, Sergio Brio.
«Innanzitutto ci tengo a dire che sono orgoglioso e felice di avviare questa collaborazione con la Gazzetta del Mezzogiorno. Quando ero ragazzino la leggevo tutti i giorni e quindi sono affezionato al giornale».

Cominciamo da Inter-Juve.
«La partita ha detto cose chiarissime. E non sono affatto sorpreso».

Spieghi meglio.
«L’ho detto e lo ripeto. Con la rosa che si ritrova Conte può e deve puntare allo scudetto. Punto. La sfida di San Siro ha confermato che siamo di fronte a una squadra dai grandi valori, tecnici e tattici».

A proposito di tattica, Conte ha dato una bella lezione a Pirlo.
«Antonio è un grande professionista. Nessuno come lui cura i dettagli. Ha fatto in modo che la partita si giocasse sui binari a lui favorevoli. E l’ha vinta in scioltezza. Anzi le dico che potevano starci più gol di scarto vista la contabilità delle occasioni».

Male, la Juve. Anzi, malissimo.
«La Juve ha tanti problemi. E contro un avversario tosto come l’Inter si sono ingigantiti. Problemi già noti agli osservatori».

Cosa manca a Pirlo per la quadratura del cerchio?
«A centrocampo manca aggressività. Pirlo ha un reparto compassato. E in questa squadra uno come McKennie deve giocare sempre. Corre, aggredisce e conosce l’arte degli inserimenti».

Se il migliore è ancora un Chiellini al 50%...
«Ma scherziamo? Parliamo di un top. Giorgio ha fatto una partita fantastica per cattiveria e applicazione. Lukaku non ha avuto vita facile. E le dico di più, io in una partita così avrei schierato Demiral».

Bonucci, Frabotta, Danilo. Poca roba se si tratta di marcare.
«Esatto. E chiariamo una cosa. Davvero non riesco a capire la posizione di Danilo nel pacchetto a tre. Lui non è un difensore. Può fare l’esterno di difesa, forse anche qualche metro più avanti».

Ecco, l’Inter è davanti anche nella valorizzazione dei giovani. Barella e Bastoni sono ormai certezze.
«Assolutamente sì. Barella mi piace tantissimo. A me pare un piccolo Tardelli, pur con la dovuta prudenza visto che parliamo di un giovane e di un campione del mondo».

Il Napoli s’è ripreso. E mercoledì c’è la Juve in finale di Supercoppa.
«Gattuso ha tanti giocatori bravi sul piano tecnico. E anche veloci. Ogni tanto si perdono ma quando vanno a mille è un problema per tutti. La Juve rischia anche stavolta».

L’Atalanta ogni tanto si inceppa.
«Capita. È mancato qualcosa in zona gol ma resta una splendida realtà. Ogni volta che la guardo mi diverto. Ritmo e resistenza. Penso che nessuno sia felice di incontrarla. E continuo a credere non si fermerà».

Per il Torino è un momento complicatissimo. Il pareggio contro uno Spezia in 10 per quasi tutta la partita ha provocato la svolta tecnica. Via Giampaolo.
«Direi inevitabile. Il Toro ha perso la sua anima. In carriera ho giocato tantissimi derby e so cosa vuol dire lo spirito granata. La classifica è impietosa, undici punti in meno dell’anno scorso nonostante una rosa che vale di più dell’attuale terz’ultimo posto. Molti chiamano Giampaolo “professore”. Ma di cosa? Forse mi son perso qualcosa. Ha avuto chance importanti in carriera, vedi Milan e Torino, ma ha fallito dopo poco. Nulla di personale, ma sono fatti. Ora pare arrivi Nicola. Dopo aver salvato Crotone e Genoa penso possa essere l’uomo giusto>.

Tornando all’Inter. Ora chi lo dice a Conte che tutti lo daranno per favorito?
«Conte deve pensare a tenere a bada l’isteria nell’ambiente nerazzurro. E vedrà che andrà alla grande. Per lo scudetto ci sono, eccome. Non scherziamo. E non credo di essere l’unico a pensarla così. Il campo non mente mai. I numeri nemmeno. E allora di cosa parliamo?».

Intanto il Milan...
«Ha un’anima. E anche quando non brilla, come a Cagliari, riesce a vincere. Lotterà fino in fondo».

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