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Covid 19 in Puglia, con la zona gialla riaprono 22mila ristoranti e bar

Ma resta incertezza e resta chiuso il 14,4% delle strutture

Covid 19 in Puglia, con la zona gialla riaprono 22mila ristoranti e bar

Foto Luca Turi

BARI - «Con la Puglia in zona gialla riaprono i 22mila bar, ristoranti, trattorie e gli 876 agriturismi dopo il lungo periodo di lockdown delle feste che ha provocato una perdita di circa 46 milioni solo per la cancellazione dei tradizionali pranzi e cenoni di Natale e Capodanno, mentre permane la situazione di incertezza per il prossimo futuro con la protesta dei ristoratori a Bari per salvare attività e lavoro». E’ quanto afferma la Coldiretti Puglia, in riferimento al vertice tra Governo e Regioni sul nuovo DPCM che entrerà in vigore dal 16 gennaio. "In realtà - aggiunge in una nota - sono molte le strutture che per le difficoltà e la situazione di incertezza hanno deciso di non riaprire anche per il calo del volume di affari dovuto alle chiusure imposte, all’assenza di turismo, allo smartworking e alla diffidenza ancora presente tra i cittadini con l’avanzare dei contagi da Covid. Le limitazioni alle attività di impresa devono dunque prevedere un adeguato e immediato sostegno economico lungo tutta la filiera per salvare l’economia e l'occupazione», denuncia Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia, che stigmatizza quanto 'molti ristoratori e numerosi agriturismi non riescano neppure a programmare l'attività e la somministrazione per i continui cambi di colorazione, anche perché i prodotti agroalimentari sono deperibili e necessitano della certezza sulle aperture almeno a media scadenza», Una situazione di difficoltà - è detto ancora - che ha fatto chiudere il 14,4% di bar e ristoranti secondo Confcommercio e gli effetti della chiusura delle attività di ristorazione - continua la Coldiretti - si fanno sentire a cascata sull'intera filiera agroalimentare con disdette di ordini per le forniture di molti prodotti agroalimentari, dal vino all’olio, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura ma anche su salumi e formaggi di alta qualità che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco». 

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