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Coronavirus a Taranto: 33enne di Torricella tornato in aereo lunedì da Codogno. La lettera del contagiato: «Non mi odiate»

Livello di allerta alto, ma non c'è panico

Coronavirus, casi sospetti al Policlinico di Bari

foto Luca Turi

TARANTO - Il Coronavirus arriva in Puglia, precisamente a Taranto. Non avrebbe più febbre e al momento sarebbe asintomatico il 33enne di Torricella (Taranto) risultato positivo. Lo riferiscono fonti dell’Asl di Taranto precisando che alcuni parenti del giovane sono stati sottoposti a controlli e messi in isolamento, e si è ancora in attesa dei primi risultati delle loro analisi. L’uomo resta ricoverato nella stanza a pressione negativa dell’ospedale Moscati di Taranto. Il giovane era rientrato pochi giorni fa da Codogno, zona focolaio del virus in Lombardia, ed è arrivato lunedì sera in aereo da Malpensa a Brindisi, con il volo Easyjet delle 15, partito il 24 febbraio, dopo esser andato a trovare alcuni parenti. Dall'aeroporto è stato accompagnato dal fratello a casa dove sarebbe entrato in contatto solo con la moglie. 
Già il giorno dopo i primi sintomi riconducibili agli effetti del virus, tanto da spingere le autorità sanitarie a trasferirlo in ambulanza con la massima cautela all’ospedale Moscati, nel reparto Malattie Infettive, dove gli è stato praticato il tampone per la ricerca del virus.

Dopo una serie di test, è arrivata la conferma definitiva delle varie analisi effettuate presso il Policlinico di Bari. I medici con tutti i DPI dell'ospedale di Taranto e il paziente sono in isolamento in stanza a pressione negativa. Tutte le procedure sono state rispettate. Intanto il pronto soccorso del Moscati è stato chiuso al pubblico.

Il paziente, secondo quanto specificato dal dottor Peppe Turco (medico di Torricella e primo a riconoscere telefonicamente i sintomi del virus nel giovane) è asintomatico e ha superato il picco febbrile. Sarebbe in condizioni stabili e per ulteriore precauzione sono stati messi in quarantena tutti i suoi familiari che hanno avuto contatti con il contagiato numero uno pugliese.

Il giovane - secondo quanto raccontato da Turco - avrebbe allertato immediatamente il sindaco di Torricella al suo rientro e il medico che gli ha consigliato di restare in quarantena volontaria. «Non so come abbia fatto ad allontanarsi da Codogno quando era già zona rossa - commenta Turco - lui sostiene di aver chiamato un numero verde per avvisare del suo spostamento».

A dare notizia ufficiale del caso è il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano che informa su Facebook: “Come avevamo previsto abbiamo il primo soggetto influenzato residente nella provincia di Taranto, sembra proveniente da Codogno in Lombardia, ove si era recato in visita, positivo al test Coronavirus. Il test verrà domani trasmesso all’Istituto Superiore di Sanità per la conferma di seconda istanza. Il paziente è isolato sin da ieri al reparto infettivi dell’Ospedale Moscati in stanza a pressione negativa, è stato prelevato dal domicilio nel quale viveva a suo dire da solo in ambulanza del 118 dedicata da personale dotato dei necessari Dispositivi di Protezione. Il decorso dell’influenza è regolare e allo stato senza complicazioni. Tutte le persone con le quali il soggetto è stato in contatto dopo il soggiorno a Codogno verranno sottoposte a tampone e poste in quarantena nelle prossime ore secondo i protocolli previsti.”

LA LETTERA DEL PAZIENTE 1: SONO QUELLO CHE PIù ODIATE - «Sono io la persona che più odiate in questo momento, il primo caso di coronavirus in Puglia». Si sfoga così su Facebook il 33enne di Torricella da ieri ricoverato al Moscati di Taranto perché risultato positivo al Covid-19. L’uomo ricostruisce i giorni in cui è stato in Lombardia, nel Lodigiano, per far visita ad alcuni parenti. Sulla veridicità del post garantisce il consigliere regionale Giuseppe Turco, il medico al quale per primo il ragazzo si è rivolto dopo essere rientrato in Puglia.
Il 33enne replica a chi sui social lo ha accusato di essere un «untore» perché rientrato da una 'zona rossà. E spiega che prima di tornare in Puglia ha chiamato un numero verde al quale gli hanno detto che poteva partire perché non era «stato a contatto con persone malate».
Nel suo racconto il 33enne spiega: «Sono salito il 19 febbraio con volo Ryanair delle 14.55. Arrivato a Lodi ho soggiornato presso casa di mio fratello in un comune chiamato Caselle Lurani. Il giorno successivo sono rimasto tutto il tempo a casa, poi mi sono recato nel comune di Codogno a trovare mia madre che era stata ricoverata in un centro per l’Alzheimer». L'uomo ricorda che si preparavano «per andare a trovarla» quando sentono in televisione le notizie relative alla situazione a Codogno e, quindi, decidono di contattare «la struttura» dalla quale ricevono «rassicurazioni» sul fatto «che potevamo andare a trovare la mamma». Ma, «arrivati lì - sottolinea - ci comunicano via telefono che non era possibile accedere» e ci dicono «di tornare a casa: quello che abbiamo fatto».
«Un giorno prima di partire» per la Puglia, prosegue, «ho chiamato i numeri messi a disposizione» per riferire tutto quello che aveva fatto. E al numero verde «mi hanno detto di partire perché non ero stato a contatto con le persone malate». "Per una premura mia - conclude - abbiamo chiamato il medico di base di mia cognata il 23 febbraio, che mi ha mandato la mail con tutte le indicazioni che ho seguito alla lettera. Ho preso il volo easyJet del 24 febbraio alle ore 15 da Malpensa e sono partito. Nessun blocco, nessuna strada chiusa, nessun controllo all’aeroporto».

LIVELLO DI ALLERTA ALTO, MA NIENTE PANICO - In Puglia questa mattina c'è stato un "ulteriore innalzamento del livello di guardia che deriva dal fatto che il caso numero uno da infezione da Coronavirus si è verificato ieri», in provincia di Taranto. Lo ha detto il direttore del dipartimento Salute regionale, Vito Montanaro, durante l’audizione nella commissione Sanità del Consiglio regionale pugliese. «Ad ora non ci sono altri casi di positività da Coronavirus in Puglia», lo ha comunicato Vito Montanaro, direttore del dipartimento Salute della Regione Puglia, durante l’audizione in commissione Sanità del Consiglio regionale pugliese. Montanaro ha comunicato che ad oggi sono stati effettuati «250 test, 11 dei quali trasmessi all’istituto Spallanzani e all’Istituto superiore della sanità»

Un «provvedimento che stiamo immaginando a livello comunicativo è di far capire che la Puglia non è un focolaio pericoloso, quindi non c'è nessuna motivazione per disdire le prenotazioni». Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, durante l’audizione in commissione Sanità del consiglio regionale, sull'emergenza Coronavirus.
Emiliano ha anche detto che «stiamo pensando di invitare tutti i soggetti che gestiscono luoghi che accolgono molte persone, negozi, ristoranti, a fare sanificazioni periodiche, consultando i propri consulenti». Il governatore ha precisato che «non si tratta di un’ordinanza».

Ai pazienti affetti da coronavirus verranno riservati «due posti letto in ogni rianimazione presente negli ospedali della Puglia». Lo ha detto Vito Montanaro, direttore del dipartimento Salute della Regione Puglia, durante l’audizione in commissione Salute del Consiglio regionale pugliese. Montanaro ha specificato che il Policlinico di Bari e il Riuniti di Foggia ne «riserveranno quattro». Anche gli istituti ospedalieri privati accreditati «hanno dato la loro disponibilità a prendere in carico eventuali pazienti». La misura rientra nell’ordinanza che la Regione Puglia si appresta a emettere.

CHIUSURA SCUOLE A TARANTO, ATTIVITA' UNIVERSITA' SOSPESA - Le scuole di ogni ordine e grado della Provincia di Taranto saranno chiuse fino a sabato 29 febbraio 2020 per effettuare interventi straordinari di igienizzazione e sanificazione, con l’obiettivo di aumentare la sicurezza e garantire la serenità nel territorio. Lo conferma in un altro nota la Regione Puglia.

L’Università degli Studi di Bari Aldo Moro per consentire gli interventi di igienizzazione e sanificazione delle strutture universitarie di Taranto ha disposto «con effetto immediato e per tutta la giornata di domani 28 febbraio, la sospensione delle attività didattiche, di ricerca e amministrative che riprenderanno lunedì 2 marzo 2020». Lo comunica l’ateneo barese dopo il caso di un tarantino di 33 anni risultato positivo al Coronavirus.
«In relazione alla sospensione delle attività di tirocinio pre-laurea, le attività professionalizzanti e le attività elettive a piccoli gruppi dei Corsi di Studio dell’area medico-sanitaria che prevedono la frequenza presso le unità operative e gli ambulatori, l’Università di Bari - prosegue il comunicato - rende noto che, al fine di non recare nocumento alla carriera degli studenti coinvolti dalla misura, la Scuola di Medicina e i Direttori di Dipartimento di Area Medica hanno comunicato che con successive disposizioni saranno rese note le modalità di riconoscimento e/o recupero delle attività suddette».

ASL TARANTO: OSPEDALE PRONTO DA GIORNI - La Asl di Taranto comunica che l’uomo risultato positivo al test Coronavirus, un 33enne di Torricella, "in attesa di conferma da parte dell’Istituto superiore di sanità al quale il test verrà trasferito, proviene da Codogno dove si era recato in visita prima del suo rientro in Puglia». Il triage, aggiunge l’Asl, «è stato svolto dal 118, che ha immediatamente ricoverato il caso sospetto presso il Reparto di Malattie Infettive dell’Ospedale San Giuseppe Moscati di Taranto. Il trasporto è avvenuto in sicurezza con l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale già nelle disponibilità del 118 e delle quattro associazioni convenzionate ad hoc per l'eventuale trasporto di pazienti casi sospetti da COVID-19».
Giunto al Reparto di Malattie Infettive, «reparto - puntualizza l’Azienda sanitaria locale - preparato da diversi giorni in ottemperanza alle normative vigenti e alle disposizioni regionali e ministeriali - il paziente ha seguito il percorso previsto dal protocollo per la stanza a pressione negativa dov'è attualmente ricoverato». I sanitari del reparto, «costantemente in contatto con gli organismi regionali, svolgono ogni attività clinica sanitaria - conclude l’Asl - secondo quanto previsto dal protocollo». 

 

LE PAROLE DEL VESCOVO SANTORO - «La nostra Arcidiocesi si adeguerà con grande rispetto ad ogni indicazione che verrà dalle autorità competenti. Ad oggi mi sento solo di raccomandare tutto ciò che attiene al buon senso, bandendo ogni forma estremista dettata dalla disinformazione, soprattutto quando certi comportamenti sono causa di allarmismo, di offesa e peggio ancora di razzismo». Lo sottolinea l’arcivescovo di Taranto Filippo Santoro nel messaggio alla Diocesi per la quaresima, riferendosi all’emergenza Coronavirus. «Consiglio ai parroci - aggiunge - di lasciare vuote le acquasantiere, di invitare i fedeli a scambiarsi il gesto di pace evitando il contatto fisico e che la Comunione sia distribuita sulle mani. In comunione con i nostri fratelli e sorelle che vivono la malattia o l’isolamento il nostro primo compito è quello di pregare». Mons. Santoro raccomanda «perciò la preghiera del Rosario, in famiglia e nelle nostre parrocchie, con l’intenzione per i contagiati, per le persone che vivono i disagi correlati, per le istituzioni, per i medici, per gli operatori sanitari e per gli scienziati ricercatori. Rechiamoci tutti, anche se solo spiritualmente, con la preghiera, nel nostro santuario diocesano di Taranto vecchia, dove veneriamo l’icona di Maria Salute degli infermi, la Madonna della Salute». In questo «momento particolare - conclude - abbiamo bisogno di ricorrere alla sua intercessione. A lei affidiamo ogni nostra necessità, a lei affidiamo questo tempo santo». 

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