Mercoledì 28 Settembre 2022 | 21:08

In Puglia e Basilicata

L'intervista

Di Maio «blinda» il Mezzogiorno: «L'autonomia non dividerà il paese»

Luigi Di Maio

Sui migranti: «Per troppi anni i vecchi governi hanno fatto finta di risolvere il problema del business, ma nessuno ha fatto nulla di concreto»

11 Luglio 2019

Roberto Calpista

Presidente Di Maio, cominciamo dall’autonomia differenziata per le Regioni. Lei continua a dire che si farà per tutti e che non spaccherà il Paese, ma proprio in queste ore l'ufficio parlamentare di Bilancio mette in guardia la politica sui possibili rischi sia per la tenuta del vincolo di bilancio nazionale sia per la garanzia della solidarietà interregionale. Come se ne esce?

Proprio per questo motivo stiamo lavorando, per rendere il testo assolutamente equilibrato e che non penalizzi le Regioni del Centro-Sud. Glielo dico chiaramente: fino a quando ci sarò io, nessuno spaccherà il Paese in due. Stiamo lavorando per un’autonomia che sia equa, in sintesi non possiamo permettere che alcune Regioni si arricchiscano a discapito di altre. Io non abbandono nessuno. Siamo stati eletti per tutelare tutti i cittadini: da Nord a Sud.

In particolare Veneto e Lombardia sull’Istruzione chiedono docenti, dirigenti e personale Ata alle loro dipendenze, gestione delle attività formative del personale, gestione dell’apprendistato, programmazione dell’offerta formativa, disciplina degli organi collegiali. Ma soprattutto gestione della disciplina contrattuale, relativamente al rapporto di lavoro del personale dirigente, docente, amministrativo, tecnico e ausiliario. Una contrattazione che punterà, soprattutto, alla modifica degli orari di lavoro e alla disponibilità in servizio dei docenti con miglioramenti retributivi, così almeno annunciato, ma con uno stravolgimento contrattuale. Se queste regole verranno accettate non teme due scuole diverse in Italia, con il Nord ancora una volta notevolmente avvantaggiato?

Stiamo facendo vari incontri proprio per risolvere tutte le criticità che ci sono. Un nodo da sciogliere è proprio quello dell’istruzione. E sui concorsi regionali ci potrebbe essere un rischio di incostituzionalità. Per me il testo deve essere perfetto, senza sbavature, e non possiamo permettere di creare scuole di serie A e scuole di serie B. Questo per me è un principio cardine. Il Paese è unico e tale deve rimanere. La stessa cosa vale per la scuola.

L’emendabilità in parlamento ci sarà? Non si tratta di un escamotage per annacquare la riforma delle Regioni e allungare i tempi a dismisura?

Per un tema così complesso sarebbe opportuno fare un passaggio in parlamento. Qui il problema non è allungare i tempi ma fare bene questa riforma: se serve più tempo non è un problema. Noi stiamo lavorando in maniera trasparente, dicendo sempre la verità agli italiani, e se dico ai cittadini che questa riforma non spaccherà il Paese dovete credermi. Agli slogan preferisco i fatti concreti.

Se sull’autonomia il MoVimento tiene la linea, discorso diverso sembra essere sul dl Sicurezza Bis, dove non solo passa la «fermezza salviniana», ma anzi su alcuni provvedimenti «forti» (confisca delle navi ong già al primo mancato rispetto della legge) i 5Stelle rivendicano la paternità. Siete tutti d’accordo?

Questo tema va trattato con estrema serietà. Per troppi anni i vecchi governi hanno fatto finta di risolvere il problema del business dei migranti, ma nessuno ha fatto nulla di concreto. Noi con l’emendamento che confisca le navi, oltre a dare un segnale forte, andiamo a porre rimedio a questo problema. Una norma doverosa per impedire che si continui a sfruttare persone, che scappano dalla povertà, per fare solo caos mediatico. Per me questo è inaccettabile.

Presidente, mi dica, cosa ne pensa del comportamento della comandante della Sea Watch, Carola Rackete? Ritiene, come il sottosegretario Spadafora, che le parole di Salvini possano alimentare una deriva violenta e sessista?

Cosa devo pensare? Alcuni finanzieri stavano rischiando la vita e questo per me non è tollerabile. L’ho detto più volte: dobbiamo mettere la parola fine a questi show. Guardi, in merito a Spadafora ho già detto che non si tocca. A Salvini dico che è doveroso abbassare i toni.

Passiamo ad altro. Si avvicina la legge di Bilancio, una delle più complesse della storia della Repubblica. Come fare per non aumentare l’Iva? Cosa ne pensa della proposta della Lega su eventuali nuovi condoni? La flat tax si farà?

Sono felice di questa domanda. Ne approfitto subito per dirle che l’Iva non aumenterà per nessun motivo al mondo. Sui condoni ho già detto chiaramente che non verranno fatti. Sulla flat tax aspetto di capire dalla Lega dove sono le coperture, noi ci siamo e la vogliamo fare. Mi faccia aggiungere inoltre che dobbiamo abbassare le tasse ai cittadini e alle imprese, quindi è doveroso tagliare il cuneo fiscale. E poi avanti con il salario minimo perché è inaccettabile che nel nostro Paese ci siamo lavoratori che percepiscono stipendi da fame. Basta con salari da 2-3 euro, lo porteremo a 9 euro.

Da sinistra, ma non solo, accusano il governo di tenere alta l’asticella sulla questione migranti, per nascondere i «fallimenti» sui grandi temi del Paese, a cominciare dalla disoccupazione e dalle crisi industriali in corso. Penso, solo per restare a quelle più recenti, al Mercatone Uno. O, in Puglia, allo stabilimento Bosch di Bari. Come risponde?

Sul tema migranti si è già detto tutto, non voglio riaccendere polemiche inutili ma una cosa è certa: il regolamento di Dublino deve cambiare, lo dicono tutti in Italia e anche in Europa. È arrivato il momento di farlo come ripetiamo noi da anni. Sul tema della crisi aziendali, com’è noto, il ministero dello Sviluppo Economico è impegnato al massimo per cercare di risolvere le situazioni problematiche che, per il 99% dei casi, sono state ereditate. Non svegliamoci ora dicendo che le crisi aziendali sono una novità di questo Governo, bisogna portare rispetto per i lavoratori che sono coinvolti in vicende che si trascinano da anni. Non sopporto chi strumentalizza le crisi a fini politici, giocando sulla disperazione delle persone.

C’è poi il filone ex Ilva. Proprio l’altro ieri la Procura di Taranto ha ordinato lo spegnimento dell’Altoforno 2 per un incidente che risale al 2015. Un «regalo» alla nuova proprietà che si appresta ad avviare la cassa integrazione?

Regalo? Le vicende sono completamente scollegate e l’avvio della cassa integrazione da parte di Arcelor Mittal è precedente. Abbiamo avuto un tavolo al Mise in cui abbiamo affrontato anche questo argomento. La situazione è delicata, anche qui: non affrontiamo i problemi dal punto di vista ideologico. L’azienda deve rispettare gli impegni presi, sia in termini occupazionali sia in termini ambientali.

Presidente in tema di ex Ilva, oggettivamente escludere l’attuale proprietà dall’immunità penale appare un controsenso...

L’ho già detto e lo ripeto, non esiste alcuna possibilità che torni l’immunità penale. In questi mesi di interlocuzione ho sempre detto ad Arcelor Mittal che la dirigenza dell’azienda non ha nulla da temere dal punto di vista legale se dimostra buona fede, continuando nell’attuazione del piano ambientale: se si chiede di precisare questo concetto attraverso interpretazioni autentiche anche per norma, siamo assolutamente disponibili. Ma nessuna persona in questo Paese potrà mai godere di una immunità per responsabilità di morti sul lavoro o disastri ambientali.

Detto questo, veniamo al futuro: il 21 luglio si chiude la finestra per eventuali elezioni anticipate già in autunno. Dal 22 luglio cosa accadrà? Cosa pensa dell’apertura ad un accordo post elezioni da parte di una frangia dei renziani del Pd?

Ma stiamo scherzando? Mai con il Pd. Hanno proposto l’aumento degli stipendi dei parlamentari, il reinserimento del finanziamento pubblico. Ogni giorno c’è una inchiesta che li coinvolge. L’ultimo ad essere stato condannato, ad esempio, è stato il sindaco di Milano Beppe Sala. Abbiamo pure perso il conto di tutti i condannati e indagati nel Pd. Detto questo, hanno sparato contro il reddito di cittadinanza, non abbiamo capito cosa vogliono fare con il salario minimo. Ripeto: mai alleanze con il Pd. Per quanto mi riguarda abbiamo un contratto di governo da portare avanti e questo faremo

Oggi al Senato ci sarà la votazione per il taglia poltrone.

Sono molto felice, questo è il penultimo passaggio. Dopo la votazione ci sarà il voto finale alla camera e riusciremo a tagliare 345 poltrone. Sapete che significa? Che a legislatura, tra camera e senato, risparmieremo 500 milioni di euro. L’ennesimo taglio agli sprechi della politica. Stiamo dimostrando di passare dalle parole ai fatti in tempi celeri, mantenendo le promesse fatte ai cittadini. Anche questo ci differenzia dalle vecchie forze politiche.

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