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Elezioni, dopo altolà Cav a primarie il resto del centrodestra va avanti

Lega, Fdi e Nci non rinunciano al percorso intrapreso. Damiani: ma c'è il tavolo nazionale

Elezioni, dopo altolà Cav a primarie il resto del centrodestra va avanti

Mauro D'Attis (FI)

C’è stato un tempo in cui Silvio Berlusconi, con un cenno della mano, spostava le montagne. Se non altro, quelle del centrodestra. Oggi, negli anni del populismo e del governo gialloverde, la musica è molto diversa. L’appello lanciato dal Cavaliere affinché, in Puglia, le questioni di Bari e Foggia si risolvano con una scelta unitaria e senza le odiate primarie («strumento già fallito»), ma ricorrendo al tavolo nazionale dei conservatori, non sembra essere stato raccolto dagli alleati. Almeno non dalle rispettive dirigenze pugliesi.

I compagni di viaggio degli azzurri - Lega, Fratelli d’Italia e Noi con l’Italia -, dopo aver annunciato pubblicamente l’avvio della contesa interna, tengono infatti il punto e non arretrano di un millimetro. Anzi rilanciano, invitando gli azzurri a sciogliere le riserve (in tempi ragionevoli) e a partecipare alla selezione. Anche perché già la prossima settimana dovrebbero definirsi le regole e gli estremi della finestra temporale entro la quale presentare i propri candidati.

Il confronto fra le due diverse visioni metodologiche è dunque allo snodo decisivo. Dario Damiani, senatore e vicecoordinatore pugliese degli azzurri, inquadra però la questione in termini più generali: «Berlusconi ha fatto un’analisi, assolutamente condivisibile - spiega -, ricordando come le primarie abbiano distrutto il Partito democratico. Quello che sta succedendo tra i dem ne è la prova lampante. Invito tutti a riflettere su questo e a ragionare insieme per trovare una soluzione».

Ma gli alleati, come detto, sono già in marcia. «Quella rappresentata da Berlusconi - riflette il consigliere e segretario regionale leghista, Andrea Caroppo - è una posizione che già conoscevamo. Ma noi procederemo come abbiamo detto. Il percorso è stato indicato e rimane quello». Dello stesso tenore, le dichiarazioni del segretario regionale dei fittiani, Francesco Ventola: «Non cambia nulla. La posizione di Forza Italia è stata salvaguardata e rispettata per oltre sei mesi - ricorda -, abbiamo atteso anche il cambio dei vertici locali e mostrato sempre la massima disponibilità». Ora però, questo il senso, si cambia rotta: «Ci sono state esperienze del passato - prosegue Ventola - in cui celebrare le primarie ha permesso al Pdl di vincere. Credo fortemente nella autorevolezza di D’Attis e Damiani, profondi conoscitori del territorio e delle sue peculiarità. Forza Italia ha ancora il tempo per individuare un candidato e partecipare alla contesa interna». Quanto al candidato, indicato convenzionalmente in Davide Bellomo, Ventola precisa: «La settimana prossima, contestualmente allo svilupparsi del tavolo delle regole, ci premureremo di indicare la nostra proposta ufficiale».

Sul fronte di Fratelli d’Italia lo spartito non cambia come chiarisce il segretario regionale Erio Congedo: «Il tavolo del centrodestra è andato avanti per molto tempo, ma non sono emerse soluzioni condivise. Dunque, bene vengano le primarie che, almeno per noi, sono uno strumento prezioso per la selezione della classe dirigente. Aspettiamo la proposta di Forza Italia che riteniamo un pilastro della coalizione e un alleato insostituibile». Circa la possibilità di una una «federazione» anche a livello locale e non solo europeo, dopo il patto Fitto-Meloni, Congedo precisa: «La questione non è stata affrontata ma penso prevarrà il principio dell’autonomia dei territori. L’identità delle due forze resta distinta, ma dove sarà necessario si potrà anche pensare a una intesa simile a quella europea».

Alla fine della giostra, resta dunque da capire cosa farà Forza Italia: resterà fuori dalla contesa o vi parteciperà? «La posizione degli alleati è rispettabile - conclude Damiani - ma ricordo che c’è un tavolo nazionale dove si discuterà delle regionali e delle comunali. E dunque anche di Bari e di Foggia. È da lì che arriveranno le indicazioni». La questione rimane la stessa: Berlusconi riuscirà, ancora una volta, a spostare la montagna?

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