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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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I fatti nel 2016

Foggia, ucciso davanti a compagna e figlio di 4 anni: fermato uno dei due killer

La vittima Rocco Dedda, venne uccisa con quattro colpi di pistola

Foggia, uccise un affiliato del clan Sinesi-Francavilla: arrestato

FOGGIA - E’ stato fermato dalla polizia durante un funerale Giuseppe Albanese, di 38 anni, accusato dell’omicidio di Rocco Dedda, un 47enne foggiano assassinato con quattro colpi di pistola il 23 gennaio 2016 a Foggia. Dedda, ritenuto dagli inquirenti vicino al clan mafioso Sinesi-Francavilla, venne freddato a casa davanti alla convivente e al figlio di 4 anni. Albanese è stato bloccato durante le esequie del pregiudicato Rodolfo Bruno, ucciso la scorsa settimana in un’area di servizio alla periferia di Foggia. Albanese è ritenuto dagli inquirenti vicino al clan Moretti-Pellegrino-Lanza.
L’inchiesta che ha potato alla sua individuazione si è avvalsa anche delle dichiarazioni di due collaboratori di giustizia. Il fermo della Dda di Bari è stato convalidato dal Gip di Foggia che ha emesso ordinanza di custodia cautelare in carcere.

«Quello è Giuseppe Albanese. È strano che non l’hanno riconosciuto, come mai non l’arrestano?». Sono le dichiarazioni rese al pubblico ministero della Dda di Bari Lidia Giorgio dal collaboratore di giustizia Pietro Antonio Nuzzi, 36enne di Altamura (Bari). Il 'pentitò ha riferito al magistrato le parole pronunciate dal suo compagno di cella Alessandro Moretti, quando nel luglio del 2016 la Polizia di Stato scelse di divulgare il video dei due sicari in fuga dopo aver ucciso Rocco Dedda. Uno dei due era appunto - secondo le indagini - Giuseppe Albanese.
Fondamentali ai fini dell’individuazione di Albanese sono state anche le dichiarazioni di un altro 'pentitò, Raffaele Bruno, collaboratore di giustizia da 11 anni, nonché fratello di Rodolfo Bruno ucciso la scorsa settimana a Foggia che nel video ha riconosciuto Albanese dalla camminata. 

IL MONITO DEL PROCURATORE AGGIUNTO DELLA DDA - «Deve finire questo atteggiamento da cittadini inattivi. Non bisogna aspettare l’azione repressiva dello Stato, altrimenti questa terra non ripartirà. La gente si svegli». È il monito lanciato dal procuratore aggiunto della Dda di Bari, Francesco Giannella, intervenuto questa mattina a Foggia alla conferenza stampa indetta per illustrare particolari relativi all’arresto di Giuseppe Albanese, pluripregiudicato foggiano di 38 anni, accusato dell’omicidio di Rocco Dedda, compiuto il 23 gennaio 2016 nella sua abitazione davanti alla compagna e al figlio di 4 anni.
«L'economia di un territorio riparte e si sviluppa - ha argomentato Giannella - grazie alla legalità, al rispetto delle regole e alla possibilità di intraprendere una attività economica senza influenza del racket delle estorsioni». «Insomma - ha concluso - in un contesto democratico dove la gente si sente libera di agire»

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