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Disordini all'alba

Tap, nuovi scontri con Polizia
4 agenti feriti. Un arresto 
Protesta davanti a Questura

Una ventina di attivisti hanno tentato di bloccare sulla sp 145 i camion che portano al sito di Melendugno. Sassaiola contro gli agenti

Tap, nuovi scontri con Poliziaal cantiere: due agenti feriti

LECCE - Tafferugli nell’area cantiere del Tap, a Melendugno, quattro agenti feriti e contusi, arrestato un attivista che contesta la realizzazione del gasdotto in costruzione e poi proteste dei 'No Tap', con cartelloni e slogan, davanti alla questura e al carcere. E’ questa, in sintesi, l’ennesima giornata di tensioni che scuote il Salento: al centro del conflitto, l’approdo nella provincia di Lecce del gasdotto in costruzione che dalla frontiera greco-turca approderà in Italia, a Melendugno, permettendo l’afflusso di gas naturale proveniente dall’Azerbaigian in Italia e in Europa.

Per la prima volta dall’inizio della vicenda un attivista 'No Tap' è stato arrestato: si tratta di Saverio Pellegrino, di 52 anni, di Andrano (Lecce), già destinatario di un foglio di via per tre anni, con fine nel 2021, emesso dal questore di Lecce con divieto di ritorno a Melendugno e a Lecce. L’uomo sarebbe stato colto in flagranza mentre, durante i tafferugli nell’area di San Basilio, iniziati all’alba, dava fuoco ad un cassonetto dei rifiuti, che è stato poi posizionato di traverso al centro di una strada per impedire l’accesso dei mezzi Tap al cantiere. Nelle altre strade di accesso gli attivisti 'No Tap' - una quarantina in tutto - avevano posizionato grossi pezzi di mattoni in cemento. Le forze dell’ordine sono intervenute nel tentativo di rimuovere gli ostacoli e proseguire il proprio servizio di scorta dei mezzi ma è cominciato il lancio da parte degli attivisti di grosse pietre che hanno colpito e ferito tre agenti che hanno riportato varie lesioni e contusioni e guariranno in 10 giorni; un quarto agente è rimasto contuso durante le fasi in cui è stato condotto in questura Saverio Pellegrino, poi arrestato. Il poliziotto guarirà in sei giorni.

Durante i tafferugli gli agenti hanno utilizzato gli scudi per contenere i più esagitati e permettere il transito dei veicoli che dovevano raggiungere il cantiere. La strada è stata poi sgomberata e i camion sono tutti passati. Le varie fasi di quanto accaduto sono state riprese dalla polizia.
All’origine delle nuove tensioni, l’avvio di un nuovo cantiere da parte di Tap all’interno di un’azienda agricola, a circa un chilometro e mezzo da Masseria del Capitano dove si trovano gli ulivi espiantati dall’area cantiere e messi a dimora in attesa di essere reimpiantati. Nella nuova area-cantiere, i cui lavori sono appena iniziati, dovranno essere messi a dimora circa 400 ulivi di fusto giovane che si trovano lungo il percorso del gasdotto. Pellegrino, che nelle tasche del giubbotto, aveva grosse pietre in cemento, dovrà rispondere di resistenza a pubblico ufficiale, getto pericoloso di cose, inottemperanza al foglio di via obbligatorio, lesioni aggravate a pubblico ufficiale.

I compagni dell’uomo arrestato hanno prima protestato davanti alla questura dove l’attivista era stato condotto, bloccando il traffico, e poi, nella pagina Facebook del movimento, hanno annunciato un presidio che si è tenuto nei pressi dello svincolo della tangenziale che porta al carcere di Borgo San Nicola, dove l’uomo è stato poi trasferito: «Non lasciamo da soli i nostri compagni», dicono. «Saverio - sostengono - è stato arrestato senza che stesse compiendo alcuna azione delittuosa nei confronti degli agenti presenti». Per il legale dell’arrestato, l’avv.Carlo Sariconi, «si è sicuramente innalzato il livello del conflitto». «Vedremo, carte alla mano, - aggiunge - le decisioni da prendere».  (di Luisa Amenduni, ANSA) 

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