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Foggia, risolta la vertenza
Promodaunia: salvi in 29

Siglato accordo in Prefettura: garantita funzionalità del neonato Polo Bibliomuseale

Foggia, risolta la vertenzaPromodaunia: salvi in 29

È stato siglato nel tardo pomeriggio di oggi presso la Prefettura di Foggia l’accordo che chiude definitivamente la vertenza dei 29 lavoratori di Promodaunia, società partecipata della Provincia di Foggia, che fino a ottobre dello scorso anno ha garantito il funzionamento dei tre musei ex provinciali del territorio, di storia naturale e interattivo delle scienze, attualmente parte integrante del Polo Bibliomuseale di Foggia gestito dalla Regione Puglia. Lo rende noto un comunicato della Regione.

«La soluzione della decennale situazione di incertezza dei lavoratori coinvolti - è detto in una nota - è stata possibile grazie alla Regione Puglia, che ha previsto un’apposita quota nel bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2018 al fine di garantire la continuità dei servizi forniti in precedenza da Promodaunia. Il mandato dato dalla Regione al Teatro Pubblico Pugliese - Consorzio Regionale per le Arti e la Cultura (TPP) - per un’indagine conoscitiva delle società partecipate delle Province, con i requisiti per svolgere attività connesse alla valorizzazione e alla gestione dei beni culturali, ha portato all’individuazione della società Santa Teresa Spa, a totale partecipazione della Provincia di Brindisi».

«Grazie ad un accordo tra TPP e Santa Teresa - è detto ancora - quest’ultima garantirà la continuità dei servizi relativi ai musei ex provinciali, assumendo in toto i lavoratori precedentemente impiegati, grazie al rispetto della clausola sociale di salvaguardia prevista dall’art. 50 del D. Lgs. 50/2016».
«La soluzione individuata - conclude la nota - garantisce perciò la piena funzionalità del neonato Polo Bibliomuseale di Foggia che, accanto ai servizi a regime della Biblioteca La Magna Capitana e della Galleria d’arte moderna e contemporanea, potrà riprendere le attività dei suoi musei; ma soprattutto garantisce una prospettiva lavorativa seria e dignitosa a 29 lavoratori che per oltre un decennio hanno reso vivi e operativi questi importanti luoghi della cultura».

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