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Foggia

Truffatore scorta la pensionata
alle Poste per prelevare soldi

Truffatore scorta la pensionata alle Poste per prelevare soldi

Non bastavano al sedicente assicuratore-vero truffatore i 400 euro versati dall’anziana per una fantomatica assicurazione, ne voleva altri tanto da accompagnare in auto la vittima alle Poste per un successivo prelievo, con i soldi che però questa volta non sono finiti nelle tasche del «bidonista». Ancora truffe in città e con le tecniche più disparate: il falso avvocato che chiede soldi per pagare la cauzione per un inesistente arresto di un figlio della vittima (la più frequente); il falso medico che si presenta a casa del pensionato promettendogli un aumento della pensione e poi con la scusa di controllare i numeri di serie delle banconote, se ne impossessa; il falso dipendente comunale che dice di dover prendere le misure dell’abitazione per evitare il pagamento della tassa sui rifiuti, altro stratagemma per introdursi in casa della vittima e derubarla; il sedicente assicuratore che aggancia gli anziani in mezzo alla strada.

Proprio come successo nei giorni scorsi ad una foggiana di 84 anni avvicinata intorno alle 10.30 in via Silvio Pellico da uno sconosciuto a bordo di un’auto. La donna stava rincasando - ha poi raccontato agli agenti della «volante» che si sono recati a casa della donna per verbalizzarne la denuncia - quando un uomo garbato e distinto a bordo di un’auto l’ha fermata: ha detto di essere amico del nipote della donna, che avevano studiato insieme per anni e che voleva proporle di stipulare una non meglio definita assicurazione. La parlantina dello sconosciuto ha tratto in inganno la donna, tanto da invitare l’uomo a seguirla nella sua abitazione dove l’anziana gli ha consegnato 400 euro in contanti.

Ma quei soldi non bastavano per stipulare l’assicurazione «farlocca», le ha detto il truffatore. E allora cosa fare? Il bidonista ha chiesto alla vittima se avesse soldi in banca oppure alla Posta, l’anziana ha risposto di avere un conto all’ufficio postale e l’uomo si è offerto di accompagnarla in auto per il prelievo dell’ulteriore somma, il cui ammontare non è noto. Truffatore e vittima hanno così raggiunto le Poste di via Marinaccio, dove la donna è entrata intrattenendosi per un po’: forse il «bidonista» pensava che la donna avrebbe prelevato i soldi da dargli al bancoposta e quando ha visto che tardava deve aver temuto che la pensionato avesse raccontato a qualcuno perché dovesse prelevare i soldi. Fatto sta che quando l’anziana è uscita dall’ufficio postale (e non è noto se e quanto denaro avesse prelevato) non ha più visto l’«assicuratore» né l’auto: ha atteso per quasi un’ora prima di cominciare a dubitare della serietà delle intenzioni dello sconosciuto, tanto da chiamare il nipote e informarlo. Ha così saputo d’essere stata truffata, è scattata la segnalazione alla sala operativa della Questura che ha mandato a casa dell’anziana una «volante» per raccoglierne la denuncia.

Le speranze dei poliziotti di dare un nome ed un volto al truffatore - e non sarebbe la prima volta che succede, considerato che negli ultimi mesi poliziotti e carabinieri hanno arrestato in città in flagranza tre presunti bidonisti - sono legate alla visione dei filmati registrati dalle telecamere nella zona di via Silvio Pellico dove l’uomo in auto ha avvicinato la vittima; e di via Marinaccio dove l’uomo ha stazionato davanti alle Poste in attesa che la vittima tornasse con il resto dei soldi. In attesa di sapere se le indagini porteranno all’identificazione dello sconosciuto, le forze dell’ordine rinnovano per l’ennesima volta l’appello alle potenziali vittime, soprattutto anziani: non aprire la porta di casa a sconosciuti, non consegnare soldi o gioielli a chi dice di appartenere alle forze dell’ordine oppure a qualche ente locale e/o azienda; diffidare da chi ti avvicina per strada spacciandosi per un amico fraterno di qualche parente della vittima designata; al minimo sospetto chiedere aiuto e telefonare subito al «112» e «113»: molto meglio un falso allarme, che telefonare alle forze dell’ordine quando la truffa è andato a segno e il «bidonista» è andato via.

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