Giovedì 08 Gennaio 2026 | 19:51

La provinciale «109», la strada della morte: sulla Lucera-San Severo morte 11 persone in 20 anni

La provinciale «109», la strada della morte: sulla Lucera-San Severo morte 11 persone in 20 anni

 
Antonio Gambatesa

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Antonio Gambatesa

La provinciale «109», la strada della morte: sulla Lucera-San Severo morte 11 persone in 20 anni

Un’arteria impossibile e pericolosa da percorrere, diventata inadeguata con l’aumento del traffico veicolare registrato. Ultima vittima a novembre

Mercoledì 07 Gennaio 2026, 12:23

Con la morte del 23enne carabiniere Sebastiano Marrone, avvenuta l’11 novembre del 2025, a partire dal 2005 sono ben 11 le vittime che ha mietuto la strada provinciale “109.” Il conto maledetto inizia venti anni fa, quando (correva il 3 gennaio 2005) il direttore dell’Opera San Giuseppe di Lucera, padre Paolo Novero e un suo collaboratore laico, Mario Benincaso, persero la vita. Un moto popolare di commozione si alzò in città. Frantumando quel senso di indifferenza che avvolgeva la questione sicurezza di quella che era l’ex strada statale “160” S. Severo-Troia.

Un’arteria impossibile e pericolosa da percorrere. Diventata inadeguata con l’aumento del traffico veicolare registrato. E soprattutto con l’ammodernamento dei mezzi in circolazione, camion e autoarticolati compresi. E così, sull’onda della emotività causata dalla tragica scomparsa dei due giuseppini, inizia la protesta e la pressione all’indirizzo dell’Amministrazione Provinciale di Foggia, divenuta intanto proprietaria della strada per devoluzione da parte dell’Anas. Il presidente dell’epoca di Palazzo Dogana, Carmine Stallone, anche se a fatica tuttavia sollecitato anche dall’occupazione della strada da parte di Antonio Tutolo - il quale da lì mossi i primi passi in politica - riesce a finanziare il primo lotto di poco più di 5 chilometri, partendo dal territorio di Lucera. E così si è andati avanti, in due step successivi con l’ammodernamento di altri due pezzi dell’arteria. L’ultimo nel tratto di mezzo, lungo poco più di 5 chilometri correnti nell’agro di S. Severo, sono rimasti incompleti. Con la carreggiata larga appena 6 metri e 20 centimetri. Una misura non più plausibile per il traffico contemporaneo. E proprio lungo tale tratto è rimasto coinvolto a novembre scorso il povero carabiniere.

Per rimettere in sicurezza l’ultimo tratto della “109“, portando la doppia corsia stradale a poco più di 10 metri con banchine accluse, occorrono all’incirca 35 milioni di euro. Centinaia e centinaia sono gli espropri da eseguire con costi che supereranno il milione di euro a cui aggiungere il progetto, pari a un milione di euro. Pare che il Ministero delle infrastrutture e trasporti tali risorse voglia metterle a disposizione, sottraendole dai finanziamenti che devolve alla Regione Puglia. Chissà se il sacrificio di Sebastiano Marrone, deceduto in servizio, serva a smuovere definitivamente l’annosa questione del completamento della provinciale.

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