E’ diventata definitiva l’assoluzione di Gerardo Biancofiore dall’accusa di concorso in istigazione alla corruzione dell’ex sindaco di Cerignola Franco Metta; adesso il noto imprenditore chiederà il risarcimento danni che per questa accusa fu arrestato il primo novembre 2017 quand’era presidente regionale dall’associazione nazionale costruttori. Rimase 3 settimane ai domiciliari, poi revocati dal Tribunale della libertà che li sostituì con l’interdizione dall’esercizio dell’attività di imprenditore.
Tardivo appello pm – Biancofiore, 60 anni, cerignolano, fu assolto per non aver commesso il fatto dal Tribunale di Foggia il 18 aprile 2024, dopo 5 anni di udienze. La Procura che ne aveva chiesto la condanna a 7 anni, appellò la sentenza. Appello “ritenuto inammissibile dalla corte d’appello di Bari” scrive in una nota il difensore avv. Raul Pellegrini: “a questo punto l’assoluzione è divenuta definitiva; e ha sancito la totale estraneità del mio cliente. Naturalmente il dott. Biancofiore, col supporto del mio studio legale, attiverà tutte le procedure previste dalla legge per ottenere il risarcimento degli enormi danni che questo procedimento penale gli ha procurato”. Chiuso il processo penale, resta in piedi la richiesta di risarcimento danni nei confronti di Biancofiore avanzata dall’ex sindaco Metta, costituitosi parte civile anche in appello con l’avv. Paola Tortorella. “La corte ha preso atto” spiega alla Gazzetta l’avv. Metta “che l’appello del pm contro l’assoluzione è stato depositato in ritardo per cui le statuizioni penali non sono modificabili, e l’assoluzione è definitiva. Essendoci però anche l’appello della parte civile contro il verdetto di Foggia, i giudici di secondo grado hanno deciso di riaprire l’istruttoria dibattimentale e interrogare nella prossima udienza dell’8 giugno il coimputato Rocco Bonassisa e 2 testi al fine di verificare la fondatezza delle mie richieste risarcitorie a carico di Biancofiore”.
Mazzetta e rabbia – Il 7 dicembre 2016 Rocco Bonassisa, altro noto imprenditore foggiano all’epoca socio di Biancofiore, si presentò in municipio a Cerignola per incontrare il sindaco, consegnargli una scatola di cioccolatini, andar via. Metta pensando a un regalo natalizio aprì la scatola per offrire i dolciumi alle persone presenti nell’ufficio, e vi trovò 20mila euro. A dir poco arrabbiato, l’avv. Metta chiamò subito la Polizia; telefonò infuriato a Bonassisa e Biancofiore; rese subito noto agli organi d’informazione quanto successo.
Arresto e patto - Undici mesi più tardi, il primo novembre 2017, il gip ordinò i domiciliari per Biancofiore accusato di concorso con Bonassisa in istigazione alla corruzione del sindaco. Secondo l’accusa la mazzetta doveva indurre Metta, nella sua veste di presidente del consorzio di igiene ambientale ente proprietario della Sia, a autorizzare la proposta di progetto di finanza avanzata da un’associazione temporanea di impresa di cui facevano parte anche le ditte Agecos di Bonassisa e Sedir di Biancofiore, interessate a gestire il sesto lotto della discarica da realizzare presso l’impianto Sia. Bonassisa patteggiò 1 anno, 8 mesi, 26 giorni con pena sospesa; Biancofiore fu rinviato a giudizio, processato, assolto per non aver commesso il fatto. Sin dall’inizio dell’inchiesta proclamò la propria innocenza, dicendo di non sapere nulla dell’iniziativa di Bonassisa di offrire soldi; ne venne a conoscenza solo quando poche ore dopo la consegna dei …cioccolatini fu informato della denuncia pubblica del sindaco Metta.
L’assoluzione “La chiamata in correità di Bonassisa nei confronti di Biancofiore non supera il vaglio della credibilità e dell’attendibilità intrinseca” scrissero i giudici nel motivare l’assoluzione del noto costruttore. Rimarcarono come “la versione offerta da Bonassisa è mutata nel tempo in modo non coerente”, elencando tutta una serie di circostanze per concludere che “le dichiarazioni di Bonassisa inducono a dubitare ragionevolmente e irrimediabilmente sulla loro oggettiva attendibilità”.









