Martedì 28 Giugno 2022 | 14:48

In Puglia e Basilicata

LA TRADIZIONALE «CARRESE»

Chieuti, la corsa dei carri trainati dai buoi si farà, ma è polemica

Chieuti, la corsa dei carri trainati dai buoi si farà, ma è polemica

La discussa corsa dei buoi a Chieuti

L'assenso sulla sicurezza alla manifestazione nel Foggiano arriverà sul filo di lana. Duri critiche da Europa Verde

22 Aprile 2022

Antonio Guidone

CHIEUTI - Dopo l’ultimo «tavolo di lavoro» presso la Questura di Foggia, si va sempre più sbiancando la fumata per la «carrese» di Chieuti. Solo alcuni dettagli hanno impedito l’approvazione del Piano di sicurezza presentato dal Comune nella riunione dell’altro pomeriggio. Dettagli che dovrebbero essere stati già messi a punto nelle ultime ore così da consentire alla Commissione provinciale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo di dare, nella sua prevista riunione di ieri mattina, il definitivo e tanto atteso assenso allo svolgimento della corsa dei carri trainati da buoi. Un assenso che dovrebbe arrivare, dunque, proprio sul filo di lana, il giorno prima della corsa, in programma come sempre oggi, 22 aprile, nell’ambito dei festeggiamenti per San Giorgio martire, patrono del paese.

Il sindaco: la corsa in sicurezza

«Sono certo - dice il sindaco di Chieuti Diego Iacono - che tutte le istituzioni chiamate ad esprimersi per l’autorizzazione della nostra corsa dei carri desiderino, come tutti i chieutini, che la corsa si faccia, e si faccia nella massima sicurezza per gli uomini e gli animali». Non manifesta dubbi, quindi, Iacono sulla volontà favorevole di tutte le componenti istituzionali che devono dare il proprio assenso al Piano di sicurezza elaborato e predisposto dal Comune affinché la tradizionale ed identitaria corsa dei carri trainati da buoi si disputi regolarmente. «I tecnici professionisti incaricati dal Comune - dice il Primo cittadino chieutino - hanno lavorato assiduamente, con scrupolo e perizia, anche nei giorni di Pasqua, per mettere definitivamente a punto il Piano di sicurezza per la nostra carrese, per adeguarlo a tutte le richieste, le prescrizioni, i consigli e le indicazioni emerse negli svariati incontri fra le diverse componenti istituzionali, che si sono susseguiti, per arrivare ad una decisione definitiva sullo svolgimento della corsa dei carri di Chieuti. Corsa che per l’intera comunità di Chieuti non è una semplice manifestazione folcloristica durante la festa patronale, come qualcuno dall’esterno ed in maniera sicuramente superficiale, semplicistica e riduttiva potrebbe pensare, ma un vero e proprio momento di fede, tradizione e cultura che accomuna una intera comunità, dai più piccoli ai più anziani, nel quale ogni chieutino vede le proprie radici e nel quale, in un certo senso, si identifica e soprattutto al quale nessuno a Chieuti vuole rinunciare». E che a Chieuti nessuno voglia rinunciare alla tradizione della corsa dei carri trainati da buoi lo dimostra, oltre alle tante e continue amorevoli attenzioni durante l’intero anno che i singoli “partiti” (Collefinocchio San Vito, Collefinocchio Vaccareccia, I Giovanissimi e La Cittadella) che si contendono il palio di San Giorgio riservano ai cavalli ed ai buoi che correranno la «carrese».

«Una corsa inaccettabile» per Europa Verde

«Quella delle Carresi, la corsa dei buoi che si tiene ogni anno in Molise e in Puglia, è un’usanza inaccettabile, che non più essere tollerata sulla base di assurde e anacronistiche giustificazioni culturali e tanto meno mantenuta profittevole grazie a iniezioni di denaro pubblico». Così l’eurodeputata Eleonora Evi, co-portavoce nazionale di Europa Verde, che ha accolto l’appello del Comitato europeo difesa animali e altre associazioni animaliste affinché l'usanza abbia fine il prima possibile.

«Per chi non sapesse cosa sia, basta guardare i tanti filmati disponibili per accertarsi che si tratta di una pratica ignobile, a causa della quale i buoi vengono continuamente sollecitati con pungoli chiodati e bastoni. Inammissibile che la dignità di animali così pacifici venga calpestata in virtù di un malinteso senso dello spettacolo, tirando in ballo un significato religioso che è invece lontano anni luce da queste pratiche crudeli, che sono un insulto all’idea stessa di civiltà. Vergognoso che i soldi dei cittadini vengano usati per finanziare attività barbare e anacronistiche alle quali viene conferita una impropria etichetta culturale, con la colpevole complicità delle istituzioni che sovvenzionano con finanziamenti pubblici queste atrocità» conclude l'eurodeputata Evi.

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