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Il rogo

San Giovanni Rotondo, incendio doloso distrugge 33 mezzi per raccolta rifiuti

Erano parcheggiati in deposito comunale. 'Compiuto un atto criminale, piena collaborazione a indagini'

vigile del fuoco, incendio auto

Foto Maizzi

FOGGIA -  Trentatré mezzi per la raccolta dei rifiuti sono andati distrutti in un incendio divampato la notte scorsa a San Giovanni Rotondo, nel Foggiano. Il rogo è di natura dolosa. Ne sono convinti i carabinieri che hanno acquisito i filmati delle telecamere della zona dove è divampato il rogo. Stando alle prime informazioni, l’incendio è stato appiccato in più punti. Ad agire - secondo fonti investigative - potrebbero essere state due o più persone, al momento non identificate, che sono entrate nel deposito dopo aver tagliato la rete di recinzione. Vista la velocità di propagazione delle fiamme i malviventi potrebbero aver utilizzato del liquido infiammabile. Il rappresentante legale della Tekra, ditta salernitana che si occupa della raccolta dei rifiuti e che ha subito il rogo dei mezzi, è stato ascoltato dai carabinieri ma non ha fornito elementi utili alle indagini. Probabilmente il prefetto di Foggia, Raffaele Grassi, convocherà per venerdì, a San Giovanni Rotondo, il comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica.

I mezzi, di proprietà della ditta Tekra, erano parcheggiati in un deposito comunale in località Pozzo Cavo, alla periferia della città, zona che circa un mese fa ospitò il raduno nazionale della Protezione Civile. Gli investigatori precisano che i mezzi erano vuoti, pertanto non vi è alcun pericolo per la salute pubblica. L’ammontare dei danni è in via di quantificazione. Sul posto hanno operato i Vigili del Fuoco e i carabinieri che hanno avviato indagini. Un valido aiuto per accertare la dinamica dei fatti potrà giungere dalla visione dei filmati delle telecamere di sicurezza. (Foto Maizzi)

LE PAROLE DEL SINDACO - «Chiedo di fare chiarezza immediatamente perché quanto accaduto questa notte metterà in seria difficoltà la raccolta dei rifiuti nel nostro comune con una forte presenza turistico-religiosa». Si dice seriamente preoccupato Michele Crisetti, sindaco di San Giovanni Rotondo, comune nel Foggiano dove la scorsa notte si è verificato un incendio che ha distrutto 33 mezzi per la raccolta dei rifiuti in città. Al Comune di San Giovanni Rotondo - a quanto si apprende - è in fase di aggiudicazione il nuovo appalto biennale per l’affidamento del servizio di raccolta rifiuti. In settimana si è insediata la commissione aggiudicatrice che inizierà a valutare le due proposte giunte in Comune: una della stessa ditta la Tekra, che attualmente svolge il servizio, ed un’altra di una società di Altamura.
«Dall’intero parco mezzi si sono salvati solo due veicoli di media grandezza e tre Ape Car. Ora il nostro obiettivo primario - aggiunge il sindaco - è quello di garantire la continuità del servizio di raccolta rifiuti per non mettere a rischio la salute pubblica; motivo per cui in giornata incontrerò i vertici dell’azienda appaltatrice del servizio per cercare una soluzione urgente al problema». 

I SINDACATI - «Siamo molto preoccupati». Così il segretario della Fp Cgil di Foggia, Mario La Vecchia, ha manifestato il proprio sdegno e la propria preoccupazione per l’incendio che la notte scorsa ha distrutto 33 mezzi per la raccolta dei rifiuti a San Giovanni Rotondo (Foggia). «La situazione è certamente critica - scrive La Vecchia - ma bisogna evitare che ora i cittadini subiscano disservizi. Tutto ciò accade mentre un’Amministrazione comunale di una grande città aveva deciso di indire apposita gara pubblica per l’intero ciclo dei rifiuti urbani, in attesa dei costituenti Aro, e nel momento in cui è stato sospeso il meccanismo delle proroghe. E’ una situazione intollerabile, anche perché va a colpire un’area, quella garganica, che anche le ultime relazioni indicano come la più bersagliata dai grandi business malavitosi».
«Appare inderogabile e necessaria, dunque, che dal prefetto arrivi la convocazione a San Giovanni Rotondo del Comitato Provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica», conclude. 

È IL TERZO ATTENTATO ALLA DITTA - La ditta Tekra che si occupa del servizio ecologia e nettezza urbana nel comune di San Giovanni Rotondo, e alla quale la notte scorsa sono stati incendiati 33 mezzi per la raccolta dei rifiuti, era sotto 'vigilanza generica radiocontrollata' dal maggio 2017 da parte delle forse di polizia dopo aver subito tre attentati nel 2017.
Il primo episodio - ricostruiscono gli investigatori - è avvenuto nel maggio di due anni fa quando ignoti spararono colpi d’arma da fuoco contro tre mezzi parcheggiati sempre nel deposito di Pozzo Cavo. A settembre invece l’azienda subì il furto di tre mezzi. Infine, ad ottobre dello stesso anno furono dati alle fiamme tre veicoli per la raccolta dei rifiuti in città. Per questo incendio i carabinieri arrestarono due foggiani. La vigilanza generale - informano dall’Arma - comporta continui passaggi di pattuglie davanti a zone ritenute sensibili, tra queste anche il deposito comunale dove la scorsa notte si è verificato il rogo.

LE PAROLE DELLA TEKRA - «L'azienda farà ogni sforzo per limitare i disagi per i cittadini: le attività di raccolta saranno sospese nella giornata di oggi e domani 31 luglio. Riprenderanno regolarmente giovedì 1 agosto. Si confida nella comprensione e nella collaborazione dei cittadini». Lo rende noto la Tekra, azienda che si occupa del servizio ecologia e nettezza urbana a San Giovanni Rotondo, dove la scorsa notte è stato appiccato l’incendio che ha distrutto 33 mezzi per la raccolta dei rifiuti.
«La Tekra srl - è detto in una nota - considera l’accaduto come un vero e proprio atto criminale e confida nel lavoro degli organi di giustizia, con i quali c'è piena collaborazione, per far luce sulle responsabilità».

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