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Cannella, noce moscata e pettole: ecco il natale a tavola

Le tradizioni dei foggiani con i piatti delle nonne

Cannella, noce moscata e pettole: ecco il natale a tavola

Il pranzo di Natale foggiano? Rigorosamente con i piatti della tradizione. Insieme alla magia delle luci colorate dell’abete, le ghirlande, i presepi e le poesie dei più piccoli, si sfogliano i ricettari della nonna per provare ad elaborare le pietanze che caratterizzano il natale made Foggia. Ed ecco che dai quaderni della nonna si pescano ricette che profumano di cannella, cioccolato, vincotto e limoncello.


«Dove trascorriamo il natale? In famiglia come sempre», racconta Clelia, sposata, impiegata, 2 figli. «La vigilia tutti a casa mia, saremo in 15 persone: oltre alla mia famiglia, i miei due fratelli con mogli e figli, i miei genitori e mia suocera. Poi il pranzo di Natale ci trasferiamo tutti a casa di una mia cognata. Con le mie cognate ci dividiamo la preparazione di alcuni piatti, ci piace rispolverare i piatti di famiglia, come alcune pietanze con il filetto di baccalà o con le anguille», aggiunge.
C’è chi per abitudine inizia l’acquisto dei vari ingredienti necessari per preparare i tipici dolci della tradizione natalizia foggiana, con un certo anticipo come racconta la signora Loredana, casalinga, sposata: «Già da diversi anni tendo a riempire la dispensa della mia cucina, di tutto ciò che mi serve per preparare i nostri classici dolci, anche perché si approfitta delle offerte, per cui si compra della farina, dello zucchero, ed ancora cioccolata, cacao in polvere e le classiche bustine di vanillina, chiodi di garofano, cannella e così via. Ad esempio compro le nocciole e le noci già a novembre, si risparmia molto».


I preparativi gastronomici da gustare sotto l’albero, non riguardano solo i golosi di dolci, ma anche del “salato”, come racconta la signora Pina, impiegata, sposata, 3 figli: «Una donna che lavora e che ha piacere a trascorrere il natale in compagnia di amici e parenti è quasi d’obbligo iniziare ad organizzare la cena della Vigilia o il pranzo del Natale da un punto di vista culinario. Personalmente incomincio a prepararmi le sfiziosità, ovvero antipastini e contorni vari che posso surgelare, ad esempio peperoni arrosto o melanzane fritte. Poi acquisto già della carne con un certo anticipo, del pesce che pulisco e congelo, compreso il classico capitone, un’operazione che permette anche un bel risparmio di tempo ed economico».
In molte case si riscopre il pesce azzurro, meno costoso ma gustoso, come alici e sgombro. In tal senso le pescherie hanno registrato numerose prenotazioni.
«Il menù delle feste natalizie a casa nostra prevede piatti a base di pesce semplici, niente di costoso o ricercato ma sicuramente saporito – specifica Rosanna, casalinga, sposata, tre figli-. Faremo uno spaghetto con il sughetto alle anguille, un piatto che abitualmente prepara mia madre. Non manca del baccalà, il trucco è acquistarlo con un certo anticipo, per evitare il gioco del rialzo prezzi; prepariamo diverse pietanze a base di baccalà, da quello fritto alla teglia in forno con olive e pomodorini. Poi dell’anguilla alla brace, contorni di verdura e ortaggi, dai broccoletti ai peperoni e melanzane alla griglia. Un menù della tradizione, economico, tanto l’importante è stare in famiglia».


In molte case foggiane esiste da sempre l’abitudine di gustare la sera della Vigilia pettole d’ogni tipo e dolci della tradizione.
«Il giorno della vigilia, invito i miei tre figli con le loro famiglie a casa e mangiamo pettole condite in ogni maniera - racconta la signora Grazia, casalinga e vedova -. Le preparo in svariati modi: al pomodoro, con alici e ricotta, ai funghi, prosciutto cotto e mozzarella, persino al baccalà. Ai miei nipoti che ormai sono giovanotti e signorine piacciono tanto e sicuramente il mio menù non pesa a livello economico. Poi naturalmente ci sono i dolci fatti in casa, dalle cartellate al miele e vincotto, ai mostaccioli e mandorle al cioccolato fondente, gianduia e bianco. Ed ancora torroncini e dolcetti al cocco, alla nutella, alle nocciole, insomma c’è una bella varietà. Sono una di quelle signore che non hanno un granché di pensione, quindi faccio quello che posso ma di certo non rinuncio al piacere di avere la mia famiglia a casa, come quando c’era ancora mio marito. Le mie due figlie non lavorano, sono famiglie monoreddito, le spese sono tante con dei ragazzi adolescenti e si cerca di stringere la cinghia ma senza rinunciare al calore del Natale, al piacere di stare insieme, come siamo stati abituati da sempre».
«A Natale arrivano figli e nipoti da Milano e per loro tuffarsi nella tradizione gastronomica foggiana è la vera festa di Natale, poi in questo periodo la nostra città è davvero bella come non mai, con luminarie, mercatini e tanti spettacoli per tutte le età», rimarca Assunta, foggiana doc dentro e ai fornelli.

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