Mercoledì 15 Aprile 2026 | 14:15

Gli italiani ormai pensano, non subiscono la politica ed ignorano le trappole

Gli italiani ormai pensano, non subiscono la politica ed ignorano le trappole

Gli italiani ormai pensano, non subiscono la politica ed ignorano le trappole

 
vinicio aquaro

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Il commento di Vinicio Aquaro: «Gli italiani ormai pensano, non subiscono la politica ed ignorano le trappole»

Questa è la dialettica della politica. E della politica è inutile pensare di fare a meno. Bisognerebbe piuttosto eticizzarla, moralizzarla, renderla onesta, puntuale e operosa nella sola direzione del bene pubblico

Mercoledì 15 Aprile 2026, 11:35

Tra i tanti guai che al presente affliggono la vita pubblica italiana prevale la dissociazione organica tra maggioranza che governa e minoranza che fa opposizione. I due schieramenti si notano assai bene anche perché, non comunicando tra loro negano l’effettivo dialogo politico.

Ormai la regola per orientarsi è semplice e assoluta, o sì o no! In un tale rigorismo non c’è mediazione. Chi è favorevole è assolutamente e soltanto favorevole e chi è contrario è assolutamente e soltanto contrario. Un assetto politico del genere tende a stabilizzare le posizioni. Questo spiega sia l'alto consenso riscosso dalla maggioranza in quasi quattro anni di continuità governativa e sia la staticità del campo largo.

Essere soltanto contrari fa rimanere le cose così come sono. D'altra parte, nell'Odissea omerica Penelope ebbe partita vinta, con la tela tessuta e disfatta quotidianamente, contro i proci che a lei aspiravano. Tremila anni di coerenza epica la stessa verità dell'attendismo radicale, come allora è uguale a come è adesso. Questa è la dialettica della politica. E della politica è inutile pensare di fare a meno. Bisognerebbe piuttosto eticizzarla, moralizzarla, renderla onesta, puntuale e operosa nella sola direzione del bene pubblico.

Quando, però, si giunge al riscontro operativo interviene la conflittualità degli opportunismi e dei parassitismi che degradano in un modo o nell'altro a favore della cattiva o, peggio, pessima politica. Il centro-destra dal punto di vista del consenso popolare funziona bene. Questa circostanza dimostra che con l'attuale governo trova rispetto l'articolo uno della Costituzione in base al quale «l'Italia è una Repubblica democratica, e la sovranità appartiene al popolo».

Quindi è sterile la retorica del rischio fascista. Gli italiani non ne vedono, non ne temono e non ne auspicano l'avvento. Quello che manca è la seria alternativa al governo attuale. L'opposizione, comunque, a questo ci pensa senza esprimersi adeguatamente. E non lo fa, perché facendolo metterebbe in evidenza l'indisponibilità fattuale costituita appunto dalla qualità del campo largo.

Prima difficoltà: la somma delle parti del campo largo è numericamente perdente e le specificità delle sue componenti favorirebbero la sottrazione.

Seconda difficoltà: il Pd-Partito democratico- ha difetti di circolazione interna, ha problemi che possono frenare scelte definitive, restando quindi condivisa solo la polemica globale. Terza difficoltà: il Movimento 5Stelle non ha punti fermi a parte l'insostituibilità di Conte e la provenienza dal vaffa.

Qualche riflessione in più non danneggia alcuno e favorisce il giusto ragionamento italiano. A differenza della Meloni, politicamente Conte è nato presidente del consiglio dei ministri. Per di più, facendo il bis di colore opposto a quello precedente, che era stato il suo primo. Stando così le cose e mancando un'effettiva dialettica interna allo stesso movimento 5Stelle l’annuncio del campo largo a parole non trova difficoltà. I problemi però esistono e scatterebbero quando si dovesse passare dal progetto al fatto.

Già nel binomio Partito democratico e 5Stelle non sarebbe possibile in partenza scegliere e indicare la persona candidata al premierato. Le difficoltà del campo largo o comunque di una maggioranza alternativa a quella, ormai storica, della Meloni, trova gli italiani paurosi del tentativo di cambiamento che farebbe ritornare presto l’Italia multigovernativa e assai poco rassicurante sull’effettiva capacità governativa. Comunque, una legislatura senza crisi e con forte consenso popolare garantisce costituzionalità politica e affidabilità consapevole da parte del popolo italiano.

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