Mercoledì 15 Aprile 2026 | 07:48

Foggia, le indagini sull'omicidio del personal trainer: c'è un sospettato, è fuggito in bicicletta

Foggia, le indagini sull'omicidio del personal trainer: c'è un sospettato, è fuggito in bicicletta

Foggia, le indagini sull'omicidio del personal trainer: c'è un sospettato, è fuggito in bicicletta

 
Redazione Foggia

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Foggia, le indagini sull'omicidio del personal trainer: il killer è scappato in bicicletta

Il 42enne Dino Carta ucciso la sera del 13 aprile: nessuna macchia nel suo passato. Al setaccio gli ultimi contatti

Mercoledì 15 Aprile 2026, 05:30

07:23

Alla ricerca di un movente che al momento non c’è e che rende l’omicidio di Annibale Carta, 42 anni, più conosciuto come Dino, un delitto avvolto nel mistero. Ma dalla serata di ieri c’è un sospettato dell’omicidio anche se gli investigatori mantengono il più stretto riserbo. Quattro i colpi di piccolo calibro che hanno raggiunto alle spalle il personal trainer, freddato l’altra sera a Foggia mentre passeggiava con il cane a pochi metri dalla sua abitazione, in via Caracciolo, a pochi metri dallo stadio Zaccheria.

I rilievi dei Carabinieri intervenuti sul luogo dell’omicidio sono andati avanti per ore durante la notte e sul posto gli investigatori (coordinati dal pm Giuseppe Mongelli) hanno anche recuperato un caricatore di pistola probabilmente perso dal killer che, a quanto si apprende, sarebbe fuggito a bordo di una bicicletta. Ancora poco chiara la dinamica e, come detto, ancor meno il movente. Gli investigatori vogliono capire se ci sia stato un diverbio o meno tra vittima e l’omicida e se questi fosse un conoscente della vittima. I carabinieri hanno a lungo ascoltato amici e parenti di Annibale Carta alla ricerca di qualche elemento utile ad inquadrare l’accaduto.

Il 42enne era incensurato, ben inserito nella società, e svolgeva anche attività di volontariato. Era sposato e aveva due figlie, una di pochi mesi e l’altra di 12 anni. Esclusa la pista della criminalità organizzata o comune, le indagini dei carabinieri, che al momento mantengono il più stretto riserbo, sarebbero dunque rivolte nell’ambito della sfera personale, lavorativa e di amicizie della vittima.
Dino Carta, oltre al suo lavoro in rinomate palestre della città di Foggia, era conosciuto per la sua attività di volontariato nella parrocchia San Francesco Saverio.

«Dino era molto attivo in parrocchia, già da alcuni anni. Serviva messa come ministrante ed era sempre disponibile e attento per tutto. Amato e stimato, insieme a sua moglie Sara e le sue figlie. La comunità ha sentito forte lo strappo questa notte e ora non può che stringersi intorno alla sua famiglia nella preghiera e nell’affetto», afferma don Giulio Dal Maso.
Sul delitto di Annibale Carta è intervenuta anche la sindaca Marida Episcopo: «Al momento, non entriamo nel merito delle dinamiche che hanno portato a questo crimine, ma possiamo dire che di Dino, in città, si parla un gran bene, ovunque e senza riserve. Quello che ci addolora e ci indigna al di là di ogni altra considerazione, è la logica aberrante che si cela dietro gesti simili. La convinzione, che alberga in certi soggetti, che la vita umana non abbia valore. Che si possa sopprimere una persona come se nulla fosse, che i legami affettivi di chi rimane, una moglie e due figlie che cresceranno senza il loro padre, in questo caso, non contino nulla. È questa cultura della violenza, del disprezzo per la vita altrui, che questa comunità deve continuare a rifiutare con ogni mezzo, senza esitazioni e senza cedimenti».

«Non ho commenti da fare sulle piste, sulle ipotesi. Attendiamo che gli organi preposti a questo facciano il loro lavoro. Per il resto, oggi non può che essere una giornata di pensieri rivolti alla famiglia di Dino, di cui posso immaginare il dolore e lo sconforto senza fine», ha aggiunto Daniela Marcone, vicepresidente nazionale di Libera.

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