Venerdì 13 Febbraio 2026 | 17:29

Quanto degrado nella politica senza la corresponsabilità del fine ultimo: il bene pubblico

Quanto degrado nella politica senza la corresponsabilità del fine ultimo: il bene pubblico

 
Vinicio Aquaro

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Vinicio Aquaro

Quanto degrado nella politica senza la corresponsabilità del fine ultimo: il bene pubblico

È bene che la politica recuperi una propria dignità funzionale nella generale condivisione di popolo perché possa nascere l'effettiva responsabilità operativa dei politici

Venerdì 13 Febbraio 2026, 12:30

Esiste ed è di tutta evidenza un problema essenziale nella politica italiana. Preliminarmente, intanto, c'è da porre riparo al degrado nazionale della politica dichiarata e considerata negatività consociativa per eccellenza. Se la politica è solo negatività diventa quasi impossibile ipotizzare e desiderare la buona politica necessaria per circostanziare e avviare a soluzione i tanti problemi della vita consociativa che proprio la politica è chiamata ad affrontare e a risolvere.

È bene quindi che la politica recuperi una propria dignità funzionale nella generale condivisione di popolo perché possa nascere l'effettiva responsabilità operativa dei politici. Insomma, non è la politica responsabile di sé stessa. Della politica, però, nella vita di relazione non si può fare a meno. Ma nella vita pubblica spesso si vuole agire male, o non si riesce ad agire bene, accade che venga bocciata la politica e non i suoi cattivi operatori. Ha ragione san Paolo VI quando afferma che la politica è alta forma di carità. Il tutto dipende dagli umani che con competenza e onestà sono chiamati ad occuparsene per il bene pubblico effettivo.

Acclarato perciò che la politica non è un soggetto responsabile, ma un mezzo affidato a persone umane capaci di responsabilità, diventa doveroso pensare e fare la giusta politica.

L'obbligo di considerare la politica nel giusto modo è pressante e uguale per tutte le forze politicamente operanti. Maggioranza e opposizione hanno uguale dovere al servizio della politica in democrazia. La correttezza politica non può sussistere in astratto e in via presunta, deve invece qualificare l'opera delle formazioni politiche che nella coerenza fattuale trovano il rispettivo riscontro di qualità e coerenza. Si valuti, quindi, la presente ora politica ad un solo anno dalle prossime elezioni, e si osservi quanto segue.

La sinistra, o il centrosinistra, non può e non vuole diventare maggioranza di governo in Italia. Il limite massimo è costituito dall'idea del campo largo che attualmente ha molte possibilità tranne quelle dell'unità di arrivo e del funzionante compaginamento di persone e di programmi.

Di solito i campi larghi caratterizzano i governi tecnici, non molto quelli dialetticamente congegnati e conseguiti. La stessa sinistra, oggi il Pd, ha due verità politiche non proprio disponibili per l'unicum di arrivo. L'originaria genia comunista di una parte per ora rimane fedele al proprio integralismo di provenienza, ma non più dotata della prudenza di Togliatti e di Berlinguer. La dimensione democristiana, invece, per continuare ad esistere nel Pd ha necessità di distinguersi per non estinguersi. Il che consente di stare insieme nella polemica e nella piazza, quindi in propaganda, ma non certo nel governo dove intervengono ben altri criteri di responsabilità e di azione. Già questo impedisce al Pd di avere una voce sola nell'intesa preliminare con 5stelle e AVS (Alleanza verdi e sinistra). Vi è da aggiungere che le origini di questi tre raggruppamenti rendono difficilmente compatibile un governativismo stabile e durevole. La gente, il popolo italiano, questo sta mostrando di capirlo bene. Altrimenti non si spiegherebbero i successi di gradimento popolare del centrodestra settimanalmente offerti dai sondaggi.

Intanto, i 5Stelle nascono dal «vaffa» e dalla scatoletta di acciughe: il che qualunquisticamente banalizza un impegno che per essere davvero politico dovrebbe connettersi ad effettivi valori maiuscoli. Vi sono, inoltre, il malnascosto carrierismo del capo (ambizione comunque legittima) e la poca democraticità interna. AVS ha un elettorato modesto e assai sensibile all'atmosfera politica delle mediazioni. 5Stelle e AVS sono sostanzialmente vincolati ad alcuni integralismi che nel tentativo del campo largo comporterebbero più perdite elettorali che incrementi. Il risultato del campo largo sarebbe meno della somma numerica delle cifre singolarmente ricavabili dai sondaggi disponibili. E questo finirebbe per non convenire ad alcuno dei tre schieramenti a sinistra.

Il campo largo passando appunto dai solismi di ognuno alla sinossi dell'insieme non resterebbe pari alla somma dei tre schieramenti presi da soli. È considerato per altro che nemmeno separatamente viene raggiunta una somma vincente resta la scelta del non compromesso.

Ma soprattutto per ognuno di destra e di sinistra nell'Italia di oggi è necessaria e ormai indifferibile la corresponsabilità politica a pieno regime di tutte le esperienze disponibili per evitare tautologie e per servire il vero bene pubblico che ha sempre bisogno di servizio onesto, corretto e puntuale.

La retorica può valere in letteratura. Non nella vita quotidiana ricca di guerre, di prepotenze, di violenze, di scarsa sanità, di ingiustizia e di sofferenze. Ci sia politica seria per tutti e da tutti!

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