Ultime notizie. Si sa che il Sud è la settima potenza manifatturiera d’Europa, prima di Stati come Olanda, Portogallo, Slovacchia. Quando si dice manifattura, si dice la nobiltà dell’industria. Bene, in questo settore, anche l’export del Sud supera l’import, con un rapporto che è superiore alla media italiana. Non solo. Ma nonostante il momento mondiale, la base produttiva del Sud si rafforza. E questo perché, per ogni 100 euro di valore aggiunto generato, 54 rimangono al Sud e 46 vanno al Centro-Nord, mentre dieci anni fa la quota che finiva altrove era oltre la metà. Significa che il Sud produce ricchezza senza farsela sfruttare da altri. Significa che il Sud è diventato economicamente più solido. E più autonomo.
Ancora. Negli ultimi cinque anni sono cresciuti del 40 per cento (dato nazionale 30 per cento) gli investimenti delle imprese del Sud (soprattutto le classiche quattro «A» più «F»: agroalimentare, aerospazio, automotive, abbigliamento-moda, più farmaci). Si investe, cioè convinzione e coraggio. Compresi gli investimenti stranieri (più 12,6 per cento contro il più 4,9 italiano). E le imprese meridionali con oltre 10 milioni di fatturato hanno avuto una migliore reddittività, cioè sono andate meglio, di quelle del resto del Paese. Segno di un peso sempre maggiore del Sud nell’economia nazionale. Segno che ormai il Sud è in linea con l’Italia, non più il parente povero che aspettava dagli altri invece di fare da solo.
Insomma, investire al Sud conviene. Conviene all’Italia, non solo al Sud. Perché ogni 100 euro di spesa finale al Sud generano per l’Italia un valore aggiunto di 102,19 (più dei 90,53 di chi continua a investire al Nord, Stato compreso). E quanto all’occupazione, ogni milione di spesa finale al Sud attiva 16 nuovi occupati (11 al Sud stesso), anche qui più della media nazionale (12,1 occupati). Non da meno la fondamentale innovazione: fra il 2019 e il 2024 sono aumentate del 22,2 per cento al Sud le imprese con cosiddetta digitalizzazione-base (Italia 21,4 per cento). E anche l’utilizzo dell’Intelligenza artificiale recupera al Sud, passando dal 4,6 per cento al 6,2 in un anno (Italia 8,2, Europa 13,5). Dato finale: il Sud esporta nel 93 per cento dei Paesi del mondo.
Sarebbero cifre che il solito pregiudizio anti-meridionale (ma come?) metterebbe in dubbio se la fonte non fosse la Srm, società di studi del Gruppo Intesa-San Paolo. Che non pare aver avuto neanche un trisnonno meridionale. La differenza rispetto al solito «resto del Paese» è che tutto ciò che avviene al Sud avviene «nonostante tutto». Nonostante quanto anche un ministro allergico al Mezzogiorno come Calderoli ammette: un livello di servizi e di infrastrutture dimezzato, cioè la grave mancanza di quanto serve appunto alle imprese che al Sud eppure crescono. Frutto storico di una spesa statale che appunto «storicamente» ha sempre avvantaggiato il Centro Nord. In pratica: non essendo mai stati calcolati i bisogni del Sud, non sono stati soddisfatti con adeguata spesa. E non essendo mai stati calcolati, i servizi al Sud sono tutti al disotto del minimo costituzionale (dalla sanità alla scuola, dai trasporti pubblici locali agli asili nido). Grazie a una serie di leggi di bilancio che non solo agli uni dava e agli altri no. Ma che ciò che sarebbe spettato al Sud faceva finire al Centro Nord, accentuando la diseguaglianza non solo di trattamento ma di etica e di buoncostume. Meglio nascere a Mantova che a Foggia, dato che un neonato del Sud non avrebbe avuto l’asilo nido e un neonato del Centro Nord sì. Un nuovo tipo di nascita: nascita ad handicap. Gli economisti parlano di territori «sacrificati» per lo sviluppo altrui. Un signore di più di un secolo fa parlava di colonialismo.
Tanto per non fare mancare la meraviglia e l’incredulità, questo Sud è poi stato capace anche di diventare la terza economia del Mediterraneo, il primo produttore di energia pulita d’Italia, il primo produttore agricolo d’Europa. Sempre «nonostante tutto», ci mancherebbe. E senza che finora questo articolo abbia citato il «divario». Una conseguenza inevitabile finora usata più come arma impropria contro il Sud che come impegno a ridurlo. Tu Sud hai questo divario, che noi abbiamo creato non facendo nulla per evitarlo. E non avendo fatto nulla (anzi tutto il contrario) per evitarlo, continuiamo a non fare nulla. E tu Sud te lo porti addosso come una tua incapacità. Te lo mettiamo addosso per scoraggiarti. Una forma di terrorismo per farti sentire inferiore e colpevole di quanto hai subito. Invece questo articolo ha parlato di quanto il Sud fa senza farsi paralizzarsi dal divario. Questo articolo è una forma di antiterrorismo.
















