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Nel mondo del più forte l'Europa recuperi la propria autorevolezza

Nel mondo del più forte l'Europa recuperi la propria autorevolezza

Nel mondo del più forte l'Europa recuperi la propria autorevolezza

 
Rosario A. Polizzi

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Rosario A. Polizzi

L’Europa deve cambiare o non sarà mai rispettata dai «grandi» della Terra

Il mondo è un sistema complesso e interconnesso, ma una verità appare sempre più evidente: chi è più forte vince e stabilisce ciò che è giusto

Martedì 25 Marzo 2025, 13:00

Il mondo è un sistema complesso e interconnesso, ma una verità appare sempre più evidente: chi è più forte vince e stabilisce ciò che è giusto. In altre parole, la giustizia sembra giustificata dalla forza, procedendo di fatto insieme a essa. Se sei debole, è quasi naturale che tu debba soccombere, e la pace rischia di ridursi a una mera resa.

Gli armamenti, oggi, sono strumenti di deterrenza più che di scontro diretto, e la guerra non è più quella delle trincee. Le «coperture stellari» e le nuove tecnologie militari hanno trasformato radicalmente il modo di concepire il conflitto e la sicurezza. È cambiato anche il rapporto tra pacifismo e aggressività: l’eco di slogan come «Facciamo l’amore, non la guerra» sembra ormai lontana.

Chi detiene il potere non mira più soltanto a cambiare i governi, ma punta a modificare l’intero sistema. Lo dimostrano i leader che stanno ridisegnando gli equilibri globali: Putin, Trump e Xi Jinping. La loro strategia rafforza, nel bene e nel male, la «verticale del potere».

Ma l’Europa? Dopo ottant’anni trascorsi sotto il più volte ricordato «ombrello NATO», ha forse ipotrofizzato la propria forza? Dov’è finita la nostra biblioteca dei desideri, quel patrimonio di ambizioni e valori che ci ha resi la culla del diritto, dei diritti e della democrazia? Non c’è dubbio che l’Europa sia stata la terra delle Moderne Istituzioni, ma oggi sembra vacillare, quasi «come corpo morto cade». Mentre da più parti si parla di speranze di pace, è chiaro a tutti che la speranza, se non accompagnata da azioni concrete, rimane solo un conforto dell’anima e non può compensare la debolezza.

La tecnologia sta travolgendo ogni settore, ridisegnando anche il destino dell’Europa e imponendo una nuova logica: il passato è ormai passato remoto, il futuro è un continuo perfezionamento per ottenere risultati sempre migliori. Non si chiede più al giovane apprendista «Chi sei?», ma «A cosa servi?».

Le immagini che ci arrivano dai media - dalla Casa Bianca ai fronti di crisi globali - ci mostrano un’Europa fragile e distante dai suoi cittadini. Ben conosciamo le difficoltà delle istituzioni europee nel rispondere alle esigenze reali della popolazione. Eppure, recuperare l’autorità europea non è solo una necessità politica, ma una missione storica: abbiamo alle spalle secoli di cultura, di diritto e di progresso, e dobbiamo riscoprire la nostra forza per affrontare le sfide del presente.

L’Europa si trova di fronte a una prova epocale. Non possiamo permetterci di rimanere spettatori passivi mentre il mondo si ridefinisce sulla base della forza. La nostra storia non deve diventare una reliquia del passato, ma uno strumento per costruire un futuro in cui la giustizia non sia solo il riflesso della potenza.

L’Europa non può perdere la propria identità e i propri valori. Recuperare la sua autorevolezza significa riscoprire la volontà di incidere sulla realtà, di essere protagonista e non spettatrice. Il futuro non è scritto. Sta a noi, con consapevolezza e impegno, modellarlo per poter vivere davvero l’alba di un giorno migliore.

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