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In Puglia e Basilicata

La proposta

Abolire il quorum per rendere i referendum una battaglia legittima

Abolire il quorum per rendere i referendum una battaglia legittima

L’errore è sempre lo stesso: confondere il disinteresse degli elettori verso una consultazione con una «bocciatura» dell’iniziativa in sé

15 Giugno 2022

Leonardo Petrocelli

Alla fine, è tutta una questione di numeri: dal 1997 ad oggi - cioè nell’arco degli ultimi 25 anni - solo una volta su nove si è raggiunto il quorum e, in occasione della consultazione dell’altro giorno, l’affluenza ha toccato il minimo storico negativo, bloccandosi al 21%. Il referendum abrogativo non funziona più. E dunque si può continuare, molto italicamente, a prendere il sole oppure, in modo poco balneare, si può prendere una decisione. Ad esempio quella di eliminare il famigerato «quorum», la soglia che, in base a un criterio puramente quantitativo, ritiene di legittimare una consultazione peraltro già legittimata dal lungo processo di attivazione, dalla pronuncia della Corte Costituzionale e da tutti i paletti e le limitazioni previste.

L’errore è sempre lo stesso: confondere il disinteresse degli elettori verso una consultazione con una «bocciatura» dell’iniziativa in sé. Sarebbe stato vero forse molte decadi fa, lo è meno nell’epoca in cui quello che una volta si chiamava il «riflusso» (nel privato) è diventato quasi patologico e il rifiuto della partecipazione ormai cronico. Le ragioni sono tante e si rischia di inanellare banalità in serie al solo ripeterle: la crisi dei partiti, ormai evoluta in morte cerebrale, lo svuotamento (e il perenne commissariamento) degli Stati nazionali, quella convinzione, non proprio peregrina, di non contar nulla e soprattutto di non poter far nulla dal basso. Un centrifugato di rabbia, frustrazione, disamore, destinato a maritarsi con la certezza che una cabina balneare sia sempre più invitante di una elettorale.

C’è poi un altro elemento da considerare, meno abusato degli altri. Gli elettori, e non solo loro, soffrono di «presentismo». Si interessano solo al tema dell’oggi, anzi di oggi, a ciò che fa notizia in questo preciso istante. Il contrarsi della soglia di attenzione, nonché l’incapacità di tenere insieme cose lontane nel tempo, fa il paio con il ritenere «scaduti», e per questo non meritevoli di interesse, argomenti delicatissimi e fondanti ma di cui, nella fase del voto, non si discute. Tradotto: se oggi in piena guerra ucraina ci fossimo dovuti misurare sul problema del nucleare, ci sarebbe stato un assalto all’arma bianca alle urne. E invece ci è toccata la Giustizia, senza nessuno «scandalo» nazionale fresco di stampa e con il caso Palamara, il più scottante degli ultimi anni, ormai agonizzante nel Giurassico del dibattito pubblico. Con quello che compare, hic et nunc, nella home della vita - guerra, crisi economica, caro spesa, incidenti sulle strade, caldo record, la nazionale di Mancini etc - le candidature al Csm o le custodie cautelari non c’entrano nulla. È possibile che tornino di moda fra un paio d’anni, quando l’Ucraina non sapremo più nemmeno cosa e dove sia, ma oggi non ci sono. Ed è l’unica cosa che conta.

A fronte di tutto questo, che vantaggio potrebbe esserci nell’eliminare il quorum? Uno su tutti: l’attivarsi del meccanismo della paura. La paura da parte di chi sostiene il fronte del No, qualunque sia l’argomento, di vedersi abrogato tutto l’abrogabile da quattro mohicani in fregola di apporre crocette. Ne seguirebbe dunque una mobilitazione non furba, ma reale ad ogni livello: istituzionale, politico, mediatico. Non potendo più craxianamente spedire l’elettore al mare, tutti sarebbero chiamati a un surplus di sforzo, rendendo il tema da prima pagina e dunque riattivando, a furia di bombardamenti, l’interesse dell’elettore distratto. Non è dato sapere se migliorerebbe automaticamente anche la qualità del dibattito, ma certamente aumenterebbe l’unica quantità che conta, non quella degli elettori, ma quella delle informazioni, degli interventi, dei confronti. A tutto beneficio della discussione generale. Probabilmente i votanti rimarrebbero comunque pochi ma sarebbe una battaglia vera. E legittima.

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