Una foto pubblicata su WhatsApp scatena una bufera politica a Mola di Bari, comune alle porte del capoluogo pugliese. Al centro delle polemiche c’è Giuseppe Calabrese, 61 anni, consigliere comunale eletto nel 2023 in una lista civica a sostegno del sindaco di centrosinistra Giuseppe Colonna. Nei giorni scorsi, l’amministratore ha aggiornato il suo stato sulla applicazione di messaggistica con un’immagine risalente ad alcuni anni fa. La fotografia, che non è passata inosservata a diversi suoi contatti, lo ritrae a Predappio, davanti alla cripta che custodisce i resti di Benito Mussolini, mentre compie il saluto fascista. La vicenda ha riacceso i riflettori sul passato politico di Calabrese, originariamente esponente di centrodestra (consigliere dal 2010 al 2015) e poi approdato a posizioni di centrosinistra, al punto da sostenere apertamente, nelle ultime regionali, il governatore Michele Emiliano e candidati del Partito Democratico come Francesco Paolicelli ed Elisabetta Vaccarella.
A reagire con durezza è stato il primo cittadino, Giuseppe Colonna, che ha preso nettamente le distanze dal gesto del consigliere di maggioranza. “Apprendo con profonda indignazione – ha dichiarato Colonna – della pubblicazione, sullo stato WhatsApp di un consigliere comunale di maggioranza, di un’immagine gravemente offensiva dei valori democratici e costituzionali. Non si può trattare un gesto simile come una leggerezza, una provocazione, né tantomeno di una ‘scelta personale’. È un gesto politicamente e simbolicamente grave, incompatibile con il ruolo di chi rappresenta un’istituzione democratica e con la responsabilità che ne deriva”.
Colonna ha ribadito l’identità antifascista della comunità amministrata: “Mola di Bari è una comunità che si riconosce senza ambiguità nei principi della Costituzione antifascista, nella difesa della dignità umana, nella memoria delle vittime delle dittature e nel rifiuto netto di ogni forma di autoritarismo, odio e discriminazione. Su questo non esistono mediazioni, distinguo o silenzi opportunistici”.
Il primo cittadino ha ricordato l’impegno concreto dell’Amministrazione, come la partecipazione dal 2019 al Treno della Memoria, per sottolineare la distanza tra quei valori e il gesto del consigliere. “Ribadisco con assoluta fermezza – ha tuonato – che il fascismo non è folklore, non è goliardia, non è un’opinione. È una negazione della democrazia. Ogni simbolo, gesto o richiamo che lo evochi è inaccettabile, soprattutto se proviene da chi ricopre un incarico istituzionale. Chiedo formalmente al consigliere comunale di assumersi pienamente la responsabilità di quanto accaduto, di presentare pubbliche scuse senza ambiguità e di intraprendere ogni iniziativa necessaria a riparare il grave danno arrecato all’istituzione, alla comunità e alla coalizione che rappresento”.
















