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Reddito di cittadinanza, è sempre boom in Puglia

Reddito di cittadinanza, storia di Anna, tra card e lavoro nero

I nuclei familiari beneficiari sono 125mila. L’importo medio erogato è di 584 euro. Il 60% delle domande sono state presentate da donne e solo il 22,6% da persone in età tra i 25 e i 40 anni, il 61% da ultra 40enni 

21 Maggio 2022

Gianpaolo Balsamo

Tra furbetti e scrocconi, tra polemiche e divisioni, il reddito di cittadinanza ha superato già da qualche mese il terzo anno di vita e per l’Inps, l’ente che mensilmente eroga il sussidio pensato per sostenere i cittadini in difficoltà economica, è tempo di bilanci.

Sono infatti trascorsi oltre 3 anni da quando è entrata in vigore la legge sul Reddito di cittadinanza. Il sussidio che fu voluto nel 2019 dal primo Governo Conte come un sostegno ai nuclei familiari con un reddito Isee (indicatore di situazione economica equivalente) inferiore ai 9.360 euro annui. Secondo gli ultimi dati pubblicati dall’Osservatorio statistico dell’Inps sul reddito e la pensione di cittadinanza (un altro contributo introdotto sempre nel 2019) i nuclei beneficiari di questi due sostegni nei primi mesi del 2022 sono oltre 1 milione e 400 mila. Più precisamente: 1.473.045 e, di questi, la stragrande maggioranza (1.342.630) ha beneficiato del reddito di cittadinanza dell’importo medio erogato di 586, 58 euro. La platea dei percettori di reddito di cittadinanza è composta, a livello nazionale, da 3.118.515 cittadini italiani.
La Puglia è al quinto posto (dopo Campania, Sicilia, Lazio e Lombardia) tra le regioni dove il reddito di cittadinanza è più diffuso e richiesto: analizzando gli ultimi dati diffusi dall’Inps e riferiti al primo trimestre 2022, infatti, apprendiamo che i nuclei familiari pugliesi beneficiari di reddito di cittadinanza sono stati 124.866 (nel 2021 furono 143.195 mentre nel 2019 furono 91.328) con 298.228 persone coinvolte ed un importo medio erogato di 584,26: a tal riguardo la Puglia è la terza regione italiana dove il reddito medio è più alto. La prima regione in assoluto è la Campania con un importo medio erogato di quasi 650 euro.

L’importo, spiegano i tecnici dell’Inps, varia in base a molti parametri: dall'Isee del nucleo familiare al numero dei componenti e dei figli a carico. La provincia di Taranto, in Puglia, è sicuramente quella dove è più alto l’importo medio mensile del reddito di cittadinanza (poco più di 600 euro).
Per i nuclei familiari con presenza di minori (in Puglia sono 46.336 e 166.844 persone coinvolte) l’importo medio mensile è di 672,49 euro. I nuclei con presenza di disabili sono quasi 22mila con 57.229 persone coinvolte.
Rimando sempre a livello provinciale, spulciando i dati che sono consultabili sul sito dell’Istituto nazionale della previdenza sociale (nella sezione «Osservatori statistici e altre statistiche»), notiamo che è la provincia di Bari quella che è ricorsa maggiormente a questo tipo di sostegno economico: i nuclei beneficiari sono stati 33.164 con 81.556 persone coinvolte. Segue la provincia di Lecce (23.887 beneficiari e 53.54 persone coinvolte), la provincia di Taranto (21.617 e 50.422), la Capitanata (20.818 e 51.195), la provincia di Barletta-Andria-Trani (13.619 nuclei beneficiari e 34.850 persone coinvolte) e la provincia di Brindisi (11.761 e 27.151). Questi dati, avverte sempre l’Inps, devono essere valutati anche in proporzione al numero dei residenti nei diversi territori provinciali.

Dal monitoraggio emerge, inoltre, che circa il 60% delle domande sono state presentate da donne e solo il 22,6% sono domande presentate da persone in età tra i 25 e i 40 anni, mentre oltre il 61,25% ha più di 40 anni: questo ci fa capire che il reddito di cittadinanza ha attratto soprattutto cittadini ultraquarantenni e ultracinquantenni, che tipicamente hanno più anni di disoccupazione e che, quindi, relativamente meno impegneranno i Centri per l'Impiego.
I dati dell’Inps, sia a livello nazionale che regionale, confermano che reddito di cittadinanza e disoccupazione sono due facce della stessa medaglia: un fenomeno molto forte soprattutto nel Mezzogiorno. La conferma arriva amche dall’ Ufficio statistico dell'Unione europea (Eurostat) secondo cui quattro sono le regioni italiane tra le peggiori per tasso di occupazione in Ue: sono, nell'ordine, Sicilia (con un tasso di occupazione tra i 15 e i 64 anni del 41,1%,), Campania (41,3%), Calabria (42%) e, guarda caso, proprio la Puglia con il 46,7%. Va detto che il tasso medio per l'Ue a 27 è del 68,4%.

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Commenti all'articolo

  • giuseppe101

    21 Maggio 2022 - 12:59

    Non sono solo i"furbetti" o gli sfaticati! Molti sono nuclei con disabili, che grazie a questo sostegno sono riusciti ad avere una vita più dignitosa, visto che tutti i governi li ha sempre "dimenticati", costringendoli a vivere con somme ridicole, offensive e anticostituzionale!!..

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