Sabato 28 Maggio 2022 | 04:03

In Puglia e Basilicata

Banche

Bari, primo verdetto per lo scandalo BpB

Bari, primo verdetto per lo scandalo BpB

Con il via libera al patteggiamento, la Banca pagherà una multa da 240mila euro

13 Aprile 2022

Giovanni Longo

BARI - Di fatto è la prima sentenza sullo scandalo PopBari. Con il via libera al patteggiamento ratificato ieri, la Banca pagherà una multa da 240mila euro. La sanzione amministrativa era stata concordata tra accusa e difesa nell’ambito del procedimento sulle cosiddette «operazioni baciate», ovvero i finanziamenti concessi durante la vecchia gestione Jacobini in cambio dell’acquisto di azioni della stessa banca.

Un patteggiamento sul quale da ieri c’è l’ok del gip del Tribunale di Bari Marco Galesi che ha anche rinviato a giudizio tre ex manager di primo piano della PopBari. Si tratta dell’ex condirettore generale Gianluca Jacobini, di Giuseppe Marella e di Nicola Loperfido, rispettivamente ex responsabili dell’audit interno e della direzione business dell’istituto di credito. Il processo è quello in cui l’istituto ha patteggiato per la responsabilità amministrativa degli enti, in relazione ai reati di ostacolo alla vigilanza e false comunicazioni sociali, gli stessi per i quali i tre ex amministratori saranno processati.

Ieri il giudice ha respinto un’altra eccezione sulla competenza territoriale avanzata dalla difesa di alcuni imputati. Analoghe eccezioni erano già state rigettate nel corso dell’udienza preliminare che si è conclusa ieri.

«Il luogo di consumazione delle condotte è pacificamente rientrante nella competenza per territorio del Comune di Bari», si legge nel provvedimento.

Stando alle indagini condotte dai finanzieri del Nucleo di polizia economico finanziaria del Comando provinciale di Bari, gli imputati sono accusati sostanzialmente di avere concesso finanziamenti ai loro clienti più importanti, tutti grossi gruppi imprenditoriali del territorio, a patto che una parte di quei soldi fosse usata per acquistare azioni e titoli della banca. Il valore delle azioni così vendute, di fatto comprate con fondi della banca stessa, sarebbe poi stato inserito indebitamente nel patrimonio di vigilanza così falsificando e sovrastimando la situazione economica dell’istituto di credito. In questo modo gli ex dirigenti della Popolare di Bari avrebbero ingannato Bankitalia e tutti gli altri soci presentando una solidità finanziaria inesistente. Il «profitto ingiusto» di queste operazioni ammonterebbe a 16 milioni di euro. «Intercettare clienti che vogliono diventare soci, accedendo al pacchetto soci, inserendo la possibilità di avere un finanziamento pari a due volte le azioni», recitava una nota manoscritta trovata su un block notes sequestrato nel corso delle indagini.

Nel processo sono costituiti parti civili circa duemila risparmiatori e azionisti, Federconsumatori Puglia, Codacons, Regione Puglia e Comune di Bari.

A coordinare gli accertamenti della guardia di finanza, il procuratore capo Roberto Rossi di Bari e i sostituti Federico Perrone Capano e Savina Toscani.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725