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Il racconto

Le sorelle Fiore e il 28 luglio ‘43 a Bari: «Per nostro fratello nessuna giustizia»

Le sorelle Fiore e il 28 luglio ‘43 a Bari: «Per nostro fratello nessuna giustizia»

Graziano Fiore, vittima della strage di Bari del ‘43 nel ricordo delle sorelle Teresa e Melisenda

28 Luglio 2022

Paolo Comentale

Siamo intorno a un tavolo nel soggiorno della casa di Teresa Fiore a Bari. Fuori l’estate preme con tutta la sua forza. Oggi fa molto caldo, come quel giorno lontano del 28 luglio 1943. Parliamo, dopo settantanove anni, dell’eccidio compiuto a Bari poco dopo la caduta del regime fascista e l’arresto di Mussolini, con le due sorelle di Graziano Fiore, Teresa (soprannominata Teta), classe 1938 e Melisenda, classe 1932. Graziano fu ucciso insieme ad altri 21 fra lavoratori e studenti, quel giorno insanguinato di luglio. Era il figlio primogenito di Tommaso Fiore, l’intellettuale altamurano antifascista della prima ora.

Dopo la caduta del regime, a Mussolini è subentrato il maresciallo Badoglio. Malgrado le manifestazioni che in tutt’Italia attestano l’entusiasmo del Paese per la fine della dittatura, mercoledì 28 luglio 1943 la situazione precipita.

La “Gazzetta” riporta in prima pagina la notizia della liberazione degli antifascisti incarcerati, primo fra tutti, il professor Tommaso Fiore. Dalla Libreria Laterza un festoso corteo di giovani e giovanissimi, guidato dal professor Fabrizio Canfora, si muove in direzione del carcere...

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