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il libro

"Bagattelle", profili di pittrici pugliesi

"Bagattelle", profili di pittrici pugliesi

L'autrice Christine Farese Sperken

Dal ‘700 a oggi, trenta ritratti di Christine Farese Sperken. Una maggiore attenzione verso l'attività creativa al femminile

08 Maggio 2022

Giacomo Annibaldis

Audace Marianna! L'artista salentina, evidentemente consapevole della sua bravura, volle firmare le sue opere, anche quelle minime. Un gesto sorprendente, se si considera che, a metà Settecento, se non eri stata un'Artemisia Gentileschi e se non eri Rosalba Carriera, pochissime donne apponevano la firma alle proprie tele e alle proprie sculture: ad esempio, di Marietta Tiepolo, che pure fu pittrice, non possediamo nessuna opera autografa! E, invece, Marianna Elmo, figlia del pittore salentino Serafino, il proprio nome lo inseriva nelle sue «creature» speciali: quei «dipinti» a fili incollati, con una tecnica originalissima e certosina, consistente nell'attaccare fili di seta su un cartone, fino a trarne quadri, perlopiù devozionali (alcuni esemplari sono ora nella Pinacoteca di Bari).

Pare dunque giusto, anzi inevitabile, che una «galleria» di artiste pugliesi cominci da lei. Christine Farese Sperken ha voluto raccogliere «trenta profili di artiste operanti in Puglia dal secondo Settecento a oggi» nel volume Bagattelle (Adda ed., pp. 211, euro 25; alcune schede sono di Rossana Buono, Anna D’Elia, Roberto Lacarbonara, Antonella Marino, Edoardo Strisciuzzi e Nicola Zito). Si tratta di un ulteriore apporto alla conoscenza della nostra arte offerto negli ultimi decenni dalla storica tedesca, anch'ella «operante in Puglia»: dagli studi su De Nittis e Netti a quelli sugli altri artisti dell’800 in Puglia (e, in particolare, sulla scultura civile dei monumenti ai caduti e a quella funebre dei camposanti...).

Bagattelle allude scherzosamente alle composizioni musicali, brevi e di carattere leggero, dal momento che questo volume non vuol essere una «storia delle artiste nella nostra regione», ma una traccia, un disegno preparatorio che – evidentemente – prelude a un'attenzione maggiore verso l'attività creativa al femminile (si immagini, ad esempio, quanto poco sappiamo sull’anonimo lavoro stilistico profuso dalle donne sui paramenti sacri...).

Così, in Bagattelle sfilano (c’è da dirlo) trenta personalità con vicende artistiche compiute e ricostruibili, ma anche figure quasi dimenticate, o sconosciute: si pensi, ad esempio, alla quasi ignota Clementina Carrelli (Lecce 1835-Napoli 1916) della quale si conosce pochissimo: a tal punto che anche le illustrazioni del volume attengono al maestro suo, il tranese Biagio Molinari...
Si va, dunque, dall'ingenuità pittorica della francavillese Francesca Forleo Brajda (1779-1820) a quella – ben più tecnica – della romano-bitontina Anna Rolli (morta 35enne,1816-1851), della quale si possono ammirare alcune linde tele devozionali a Bitonto: come la Trinità, la Vergine e le anime purganti (1851), che pare quasi un testamento, perché in esso la pittrice si prefigura tra le fiamme del Purgatorio, munita di scapolare; e in cui spicca il bel nudo femminile che si invola dalle fiamme al cielo azzurro, coperto solo da un velo trasparentissimo...

Vera personalità artistica di prima metà ‘900 è Tina Laudati (Altamura 1910-2000), figlia d'arte, la cui tavolozza conosce le avanguardie parigine degli anni Trenta. Ma il cuore del volume è il capitolo «Intorno al Centrosei». La galleria barese, nata come associazione culturale, ha svolto nei decenni '70 e '80 del secolo scorso un rilevante ruolo non solo di divulgazione delle tendenze avanguardistiche delle arti visive, ma anche di promozione delle artiste. Pioniera ne fu Franca Maranò (Bari 1920-2015), che facendo ricorso all'esperienza manuale del mondo femminile – il tagliare, il cucire, il rammendare – propose opere che sovvertivano la dimensione domestica, rendendola in qualche modo sovversiva (come proporrà più tardi un'altra artista barese, Rosemarie Sansonetti).

Alla galleria Centrosei si accosta Adele Plotkin (nata in Usa nel 1931, ma vissuta a Bari dagli anni '60 fino alla morte, nel 2013). Plotkin era stata allieva di Josef Albers, noto maestro del Bauhaus; dall'America portava in regione l'atmosfera «informale» delle sue prime opere. Suo è il dipinto in copertina, tratto dalla serie «Escapade», anni '70, in cui tanti segni, come pulviscolo colorato, sembrano voler fuggire via dal quadro in cui si sentono prigionieri, e spargersi, quasi danzando, sulle pareti...

Nel «gruppo» Centrosei vanno annoverate anche la leccese Fiorella Rizzo, la barese Ada Costa, la coratina Gianna Maggiulli... Artiste ancora viventi e operanti. Ma una schiera di più giovani artiste erano già pronte a proiettarsi verso un orizzonte ormai europeo: da Sansonetti a Spagno, da Pignatelli a Ciracì, da Biscotti alla più nota – e compianta – Chiara Fumai, da Vetturi a Giannuli, da Carriero a Purgatorio...

Tuttavia è la fotografia l'ambito in cui alcune personalità pugliesi hanno trovato maggiore notorietà, almeno nazionale: è il caso di «donne temerarie (…) che a partire dagli anni Cinquanta cominciano ad affermarsi in una professione considerata quasi esclusivamente maschile».

Riguardo alla barese Chiara Samugheo, che è fin troppo riduttivo definire «fotografa dei divi» del cinema (istantanee bellssime), va infatti ricordato che le sue origini artistiche sono quasi etnografiche – come quelle di Lisetta Carmi e di Cecilia Mangini –: vedasi il pionieristico reportage sulle tarantate di Galatina...

In trenta brevi profili, certo, non può racchiudersi – ed esaurirsi – tutta la ricchezza e complessità dell'attività delle artiste «operanti in Puglia», in oltre due secoli e mezzo. Ma il bel volume, riccamente illustrato, è già di per sé un allettante invito a seguire la loro creatività. E magari a liberarle dalla gabbia critica di un'arte riduttivamente «al femminile».

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