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Taranto, il premio «Leogrande» va all'inchiesta di Maurizi su Wikileaks

Taranto, il premio «Leogrande» va all'inchiesta di Maurizi su Wikileaks

La vincitrice del Premio Leogrande Stefania Maurizi, a sinistra la mamma di Alessandro

A consegnarlo, al teatro «Fusco», la madre dell'intellettuale. L’opera è stata scelta da oltre 60 gruppi di lettura

28 Aprile 2022

Redazione online (foto Todaro)

TARANTO - E' Stefania Maurizi, con il suo libro-inchiesta Il potere segreto. Perché vogliono distruggere Julian Assange e Wikileaks (Chiarelettere) a vincere il Premio Alessandro Leogrande 2022. A consegnarlo, sul palco del teatro «Fusco» di Taranto, la madre di Alessandro Maria Giannico. L’opera è stata scelta da oltre 60 gruppi di lettura distribuiti sull’intero territorio nazionale tra una rosa di cinque titoli di giornalismo narrativo proposti dai concorrenti della scorsa edizione.

Il potere segreto è un’indagine costata 10 anni di lavoro che svela la storia dell’organizzazione giornalistica Wikileaks e del suo fondatore Julian Assange sulla cui testa pendono numerosi capi di imputazione per aver pubblicato documenti protetti da segreto di Stato. Francesca Nava, che ha candidato Maurizi al Premio, nella sua motivazione scrive: «Maurizi rovescia l’assioma del potere, dove i colpevoli mettono i panni dei giudici e l’eroe moderno che disvela i crimini di Stato diventa un pericoloso criminale, perseguito dalla Svezia per presunti reati sessuali da cui viene prosciolto e dall’alleanza angloamericana per violazione dell’Espionage Act del 1917. Chi è il vero imputato di questa storia? Colui che squarcia il muro degli inconfessabili segreti di Stato o i decisori delle trame insanguinate? Tre tentativi di suicidio in carcere sono il risultato di una consapevole tortura. Assange rischia oggi - se estradato negli Stati Uniti - 175 anni nel carcere americano più estremo: l’ADX Florence, in Colorado, mentre la stampa mondiale (spesso connivente) resta a guardare. “Il potere segreto” di Stefania Maurizi è un libro imprescindibile per chi ama la democrazia, la libertà di espressione e cerca la verità, perché ci fa entrare nel buco nero del Millennio, illuminandolo a giorno».

È di qualche giorno fa la notizia che «La Westminster Magistrates Court» di Londra ha emesso l'ordine formale di estradizione negli Stati Uniti per Assange e, salvo un ricorso dell'ultimo minuto presso l'Alta Corte, sarà compito della Ministra degli Interni dare il via libera al trasferimento dell'attivista australiano negli Usa.

Novità di questa edizione del Premio è l’introduzione di una sezione dedicata alle scuole pugliesi. Gli studenti delle ultime due classi di 23 Istituti Superiori aderenti al progetto «Raccontami il giornalismo», dopo un approfondimento del genere narrativo d’inchiesta e della figura di Alessandro Leogrande hanno assegnato il premio «Studenti» a Noi schiavisti (edizioni Laterza) di Valentina Furlanetto. Noi schiavisti è un libro duro sulle nuove forme di schiavismo, più sottili, più opache, talvolta legalizzate, che fanno comodo a tutti perfino ai migranti che a volte diventano essi stessi sfruttatori dei propri connazionali. Giampiero Calapà, che ha proposto in gara il libro di Furlanetto, scrive: «è un’inchiesta vera, illuminante sulla condizione degli sfruttati a cui tutti partecipiamo seppure inconsapevolmente». Ha consegnato il Premio «Studenti» Francesca Poretti di cui Alessandro Leogrande è stato alunno al liceo «Archita» di Taranto.

Il premio dedicato ad Alessandro Leogrande è promosso dall'associazione Presìdi del libro, promotrice del concorso in collaborazione con la Regione Puglia. Nel commentare la sua vittoria del premio, la scrittrice ringrazia Presidi del Libro e Francesca Nava.

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