Un valzer che sfuma, un amore che si accende e si consuma, una festa che nasconde già il presagio della fine. La traviata torna al Teatro Petruzzelli - stasera alle 20.30 la prima, con sei repliche domani, e il 21, 22, 23, 24 e 26 aprile - e lo fa nel segno di un tutto esaurito che conferma la forza straordinaria del capolavoro di Giuseppe Verdi. Sul podio Jordi Bernàcer guida Orchestra e Coro del Petruzzelli, mentre il Corpo di Ballo dell’Opera di Roma completa un allestimento che porta a Bari, per la Fondazione Petruzzelli, una firma di grande richiamo: la regia di Sofia Coppola, nata nel 2016 per il Teatro dell’Opera di Roma, da un’idea di Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti.
Un progetto costruito - come racconta la regista collaboratrice Marina Bianchi - in un contesto inedito. «Fu una riunione surreale, all’epoca: nessuno era in grado di conoscere appieno i segreti e le particolarità dell’opera lirica». Proprio da questa distanza nasce lo sguardo di Coppola, con «uno sguardo nuovo, un occhio disincantato e mai schiavo». L’impianto visivo, raffinato ed essenziale, trova nei costumi di Valentino, Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli uno dei suoi punti di forza: memorabile il «rosso Valentino» della festa di Flora, fino all’immagine finale di Violetta, che «muore in una nuvola bianca, colma di camelie bianco rosato».
Nel doppio cast, Violetta è interpretata da Federica Guida e Diana Alexe, Alfredo da Stefan Pop e Tigran Melkonyan, Giorgio Germont da Andrzej Filonczyk e Min Kim, accanto a Anna Pennisi, Betty Makharinsky, Oronzo D’Urso, Yisae Choi, Domenico Apollonio, Francesco Milanese, Prisco Blasi, Antonio Muserra e Pasquale Arcamone.
















