Lunedì 08 Marzo 2021 | 11:35

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dal 5 febbraio

«L'ultimo Paradiso», su Netflix arriva Scamarcio, contadino ribelle

Girato in Puglia tra ottobre e dicembre 2019 girato in Puglia tra Bari e Gravina

«L'ultimo Paradiso», su Netflix arriva Scamarcio, contadino ribelle

Amore, Sud e mondo contadino in un’Italia anni Cinquanta dove tutto era diverso, ma neppure troppo. L'ultimo paradiso, film originale Netflix prodotto da Lebowski e Silver Productions disponibile dal 5 febbraio sulla piattaforma streaming, ci porta insomma indietro nel tempo in una Puglia arcaica e povera dove quello che conta davvero è solo la terra, chi la possiede e sfrutta i contadini. Diretto da Rocco Ricciardulli e scritto dallo stesso regista insieme a Riccardo Scamarcio che è anche il produttore de L’ultimo paradiso, il film è ispirato a una storia vera che si svolge nel 1958. Qui troviamo Ciccio (Scamarcio), contadino quarantenne sposato con Lucia (Valentina Cervi) e con un figlio di sette anni. Un uomo certamente di carattere. Oltre ad essere uno sciupa femmine, Ciccio sogna infatti anche di cambiare il mondo, tanto da mettersi a capo dei suoi compaesani contro chi da sempre sfrutta i più deboli. Non solo. L’uomo è segretamente innamorato di Bianca (Gaia Bermani Amaral), la figlia di Cumpà Schettino (Antonio Gerardi), un proprietario terriero, in odor di mafia, che da anni sfrutta i contadini. Ciccio vorrebbe fuggire con la bella Bianca ma, non appena Schettino viene a conoscenza della loro storia, tutto precipita e niente sarà più come prima.

"Ho ritrovato in questa storia la lotta di classe e anche la dinamica di chi scappa e ha nostalgia delle proprie radici - dice Riccardo Scamarcio via Zoom di questo film girato tra Gravina, Bari e Trieste -. L'Italia, non va dimenticato, è un paese che ha prodotto una immigrazione importante, sono almeno sessanta milioni gli Italiani che vivono all’estero - continua l’attore quasi a motivare l’appetibilità internazionale di un prodotto destinato a Netflix -. E poi - aggiunge - ci sono nel film personaggi tridimensionali, non il solito buono e cattivo e anche molte atmosfere che ho vissuto da bambino. Comunque - sottolinea Scamarcio - per me non è un ritorno alla terra perché io in realtà non me ne sono mai andato davvero dalla Puglia». Spiega poi il regista e co-sceneggiatore Rocco Ricciardulli sull'attualità del film: «Quello che si vede degli anni Cinquanta non è poi così cambiato. C'è ancora oggi quello stesso sfruttamento, ma ora le vittime sono gli extracomunitari che guadagnano due euro all’ora». Dice invece Scamarcio sulla sua recente paternità (ha avuto la scorsa estate una bambina, Emily, da Angharad Wood, manager inglese di 47 anni): «Dal punto di vista dell’attore è un tema che ho trattato in film come 'Ladro di giornì mentre dal punto di vista personale ho scoperto che avere un figlio è un amore ancestrale, un amore che non ti prevede, un amore che va al di là di te». Per quanto riguarda l’attuale ritmo del suo impegno artistico, spiega: «Sto accelerando più che rallentando, voglio solo fare film. Per me fare cinema resta sempre la cosa più bella che ci sia e spero che anche mia figlia capisca che il cinema è meglio della vita». Nostalgia della sala buia? «Il cinema non si lega al luogo in cui viene visto, ma è un modo di raccontare che penso non morirà mai. Il cinema parla al nostro inconscio, come aveva capito bene Fellini, le sale riapriranno e, secondo me, ci sarà un grandissimo ritorno. Auguriamoci solo - conclude - che finisca presto».

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