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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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Antonio Marasco e quei bellicosi futuristi di Puglia

Il leggendario «Manifesto n. 1» e gli allestimenti a Bari nel padiglione della Fiera del Levante

Antonio Marasco e quei bellicosi futuristi di Puglia

«1. Noi vogliamo cantare l’amor del pericolo, l’abitudine all’energia e alla temerità. 2. Il coraggio, l’audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia...».
Quelli su riportati sono due degli undici (era il suo numero portafortuna) punti che Filippo Tommaso Marinetti fece pubblicare, il 20 febbraio 1909, sulla prima pagina del quotidiano parigino «Le Figaro».

Questa data è considerata quella della nascita ufficiale del Futurismo – il movimento italiano che sconvolse prima la cultura europea e, dopo, anche quella mondiale.
Si trattò di una rivoluzione che, nell’evolversi, estese la sua influenza non solo sull’universo artistico, ma anche su ogni manifestazione della vita, dell’etica e delle creazioni geniali.
I pronunciamenti di Marinetti e dei suoi seguaci furono pubblicati e distribuiti come «Manifesti Futuristi». Quasi tutti stampati a Milano, contribuirono a far nascere gruppi artistici in tutto il mondo e la Puglia non fu indenne dalle provocazioni culturali che contenevano.

Un artista importante del Movimento fu il pittore Antonio Marasco (Nicastro 1896 – Firenze 1975); seguì Marinetti quando quest’ultimo tenne un ciclo di conferenze a Mosca e a San Pietroburgo. Dopo essere stato volontario in guerra (fu anche ferito), partecipò a varie esposizioni e, nel 1919, provò a diplomarsi presso l’Accademia Fiorentina di Belle Arti; fu bocciato. Si vendicò distruggendo con una sciabola i quadri, esposti in una esposizione, di allievi del suo Maestro Galileo Chini. Fu radiato da tutte le Accademie italiane, ma anche esaltato da Marinetti.
Fino al 1932 partecipò a numerose mostre artistiche. Il suo carattere, rigoroso e ribelle, lo portò ad avere contrasti con il fondatore del Futurismo.
Il primo gennaio 1933 si pose alla guida di un gruppo di Futuristi Indipendenti. Pur ideologicamente in accordo col Movimento del quale comunque faceva parte, rivendicò autonomia per il suo Gruppo. Nacquero altri gruppi in regioni italiane: si occuparono di architettura e, in particolare, anche di arte applicata, cinema e teatro.
Il gruppo pugliese faceva capo ai pittori Silvano Piangiolino, in arte Sylpia, (Taranto 1908 – Roma 1976) e Gio De Giosa.
Questi ultimi, insieme, firmarono il «manifesto n. 1» dei Gruppi di Puglia che avevano la loro sede in via Dante 380.
Un piccolo giallo riguarda Gio De Giosa del quale non si ritrovano facili tracce.

Si sa però che Silvano Piangiolino e Michele Da Giosa (Bari 1896 – 1969), entrambi pittori, allestirono, in occasione della quarta edizione della Fiera del Levante (1933), il Padiglione del Futurismo Indipendente; vi furono esposti, oltre a loro opere, dipinti di Antonio Marasco e dell’architetto Cesare Augusto Poggi (1903 – 1971).
Appare perciò più che plausibile affermare che Gio De Giosa altri non sia se non Michele De Giosa; quest’ultimo, seguendo il vezzo della ricerca di uno pseudonimo scelse, molto probabilmente, come nome le prime tre lettere del cognome.
Del resto, Silvano Piangiolino aveva fatto una scelta analoga: unì nel suo pseudonimo le prime tre lettere del nome e le prime tre lettere del cognome (avendo però trasformato la i in y).

Il «manifesto n.1», stampato a Bari, fu anche pubblicato, insieme a quelli di altre regioni, su un importante numero unico: «Supremazia Futurista» (Firenze, 15 giugno 1933).
La copertina del manifesto barese, quattro facciate (dimensioni: cm. 23,2 – altezza; cm. 13,9 – base) presenta un disegno di Sylpia pensato per la quarta edizione delle Fiera del Levante (1933) che mostra una rielaborazione della tradizionale Caravella (quella realizzata, nel 1930, dal pittore cileno Enzo Forlivesi, in arte Araca). Lo scafo è inquadrato in una specie di globo terrestre che si irradia con le lettere delle parole che compongono il nome della manifestazione.
Le facciate interne sono riunite in una sola pagina in verticale (cm. 27,8 x cm. 23,2) con il testo del manifesto. Ai due lati compaiono le scritte: «Futuristi di Puglia! Date la vostra adesione al gruppo indipendente! La parola “futurismo” deve dominare sulla parola “indipendenza”»;

«Italiani! Onorate Boccioni il grande futurista creatore! Senza Boccioni saremmo ancora al triste ottocento».
Sylpia organizzò la quarta facciata del manifesto componendo, con diverse orientazioni, marchi pubblicitari di ditte locali.
Ancora per la IV edizione della campionaria il nostro grafico-pittore realizzò, in rosso e in nero un cartoncino commemorativo relativo al raduno organizzato dalla sede provinciale del R.A.C.I. (Reale Automobile Club d’Italia). Rappresentava l’arrivo in Fiera della Carovana automobilistica (17 settembre 1933).
L’adesione di silvano Piangiolino al Futurismo era avvenuta già nel 1929 quando disegnò una cartolina per la VIII Legione Universitaria «E. Ingravalle» dell’Ateneo Barese.
Fu grafico per la Fiera del Levante dal 1930 e certamente fino al 1937.
Il lavoro più importante lo realizzò nel 1932: impaginò e illustrò il numero unico «+ 2000 – Arte – Letteratura – Teatro Futurista».

La sua prorompente vena creativa si espresse in disegni, fotomontaggi e creazioni grafiche.
Notevolissime furono anche le realizzazioni di quattro sontuosi Annuari Illustrati per le Edizioni della Fiera del Levante negli anni 1934 – 1935 – 1936 – 1937.
In seguito si trasferì a Roma, dove continuò a svolgere l’attività di artista grafico e pittore fino al 1976, anno della sua morte.

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