Venerdì 10 Aprile 2026 | 16:28

Delio Rossi rialza il Lecce: «Avanti compatti e decisi»

Delio Rossi rialza il Lecce: «Avanti compatti e decisi»

Delio Rossi rialza il Lecce: «Avanti compatti e decisi»

 
Antonio Calò

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Antonio Calò

Delio Rossi rialza il Lecce: «Avanti compatti e decisi»

Il doppio ex del club salentino e di quello felsineo ha centrato la promozione in A sia sulla panchina del Lecce che su quella del Bologna. Si troveranno di fronte domenica, alle 18, allo stadio «Dall’Ara»

Venerdì 10 Aprile 2026, 14:41

Ha centrato la promozione in A sia sulla panchina del Lecce che su quella del Bologna, Delio Rossi, doppio ex del club salentino e di quello felsineo, che si troveranno di fronte domenica, alle 18, allo stadio «Dall’Ara». Nel 2002/2003, il trainer riminese ha ottenuto la promozione con la squadra giallorossa, che ha poi guidato alla permanenza in massima serie nel 2003/2004. Nel 2014/2015, invece, ha effettuato la scalata da tecnico della compagine rossoblù, tramite i play off, subentrando ad inizio maggio, sul finire della stagione regolare.

«Due grandi gioie, ma di gran lunga differenti - dice -. A Lecce, la rosa era molto giovane in quanto, dopo la retrocessione subita nel 2001/2002, la società decise di contenere i costi, promuovendo diversi ragazzi dalla formazione Primavera, che in seguito hanno fatto le fortune del sodalizio. Non eravamo certo tra i favoriti, ma disputammo un grande torneo, meritando la promozione. A Bologna, invece, fui chiamato a 20 giorni dalla fine del campionato, con gli spareggi da disputare dalla quinta piazza ed un ambiente depresso dal fatto che, un organico messo su per primeggiare, aveva fallito. Ci fu da ricostruire la fiducia dei ragazzi e dell’ambiente, ma alla fine brindammo al salto di categoria».

Domenica, la compagine allenata da Eusebio Di Francesco affronterà, in campo avverso, quella diretta da Vincenzo Italiano. Che partita sarà?

«I due club hanno potenzialità diverse dal punto di vista economico e quindi degli obiettivi. Nel Salento, c’è una proprietà “riconoscibile” e legata al territorio, che opera con budget limitati. In Emilia a reggere le sorti del Bologna c’è la famiglia Saputo, statunitense, che ha investito parecchio, è molto presente ed ha scelto gli uomini giusti al posto giusto. Ne consegue che la caratura dei rossoblù è di gran lunga superiore a quella dei giallorossi».

L’impegno in Europa League potrebbe distrarre gli emiliani?

«Il Bologna è fuori dai giochi che contano in campionato e ieri ha affrontato in coppa l’Aston Villa, al quale, giovedì prossimo, dovrà rendere visita. Per i felsinei oramai è l’Europa League la manifestazione più importante. C’è da supporre che Italiano opterà per un sostanzioso turnover, ma va detto che dispone di un roster ampio, costruito per provare a lottare su tutti i fronti. La doppia sfida con gli inglesi, però, comporterà senza dubbio un dispendio notevole sia dal punto di vista fisico che mentale. Questo aspetto potrebbe concedere qualche chance in più al Lecce, a patto che dimostri di essere in grado di approfittarne per colmare il gap tecnico che lo separa dai rivali».

Ylber Ramadani e compagni hanno steccato in pieno il match interno disputato contro l’Atalanta. Un campanello d’allarme o la classica giornata no?

«Difficile capirlo senza assistere agli allenamenti. Considerate le prove precedenti sfoderate dai salentini contro Napoli e Roma, che sono state di sostanza, propenderei per la seconda ipotesi. La cosa certa è che bisogna voltare pagina e tornare a mettere in mostra il volto migliore già contro il Bologna. L’annata agonistica volge al termine ed al momento la quota per restare in A potrebbe attestarsi a 36/38 punti. Insomma, bisogna muovere la classifica e farlo in maniera sostanziosa».

In coda, con il Pisa ed il Verona in grave affanno, nel giro di tre punti, dai 27 di Lecce e Cremonese ai 30 del Cagliari, sono racchiuse tre squadre. Saranno solo queste a sgomitare per evitare quella terz’ultima piazza che condannerà, come le ultime due, alla retrocessione?

«Salentini, lombardi e sardi sono i più a rischio perché sono dietro in graduatoria, ma non possono certo dormire sonni tranquilli nemmeno la Fiorentina, che ha 32 punti, ed il Genoa, che ne ha 33. Basta poco per allungare o sprofondare ed il vantaggio dei toscani e dei liguri non è tale da mettere al riparo dalle brutte sorprese».

Quale aspetto conterà di più, da qui alla conclusione della stagione, nell’economia della lotta-permanenza?

«Due su tutti. Il primo è costituito dalla compattezza dell’ambiente. Si sa che i risultati negativi determinano delle fibrillazioni nelle diverse “piazze”, tensioni che rischiano di riverberarsi su chi scende in campo. Restare coesi è determinante. Sotto questo profilo, conoscendo bene la passione dei supporter salentini, non ho alcun dubbio circa il fatto che, a Lecce, la squadra avrà al suo fianco i tifosi sino all’ultimo minuto. Il secondo è legato alla condizione fisica. Avere energie da spendere nella volata finale è importantissimo».

Il Lecce sta facendo i conti con diverse assenze per infortunio. Come si affrontano questi periodi delicati?

«Soprattutto per le squadre medio-piccole, che dispongono al massimo di cinque-sei uomini al di sopra della media, il forfait di certi calciatori-chiave rischia di influire sul rendimento del collettivo. Ma bisogna comunque evitare di piangersi addosso ed occorre raddoppiare gli sforzi, in allenamento come in partita, per cercare di non fare pesare l’emergenza».

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