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LECCE - Ha giocato, senza saltarne una, le ultime 55 gare disputate dal Lecce: le ultime 7, play off compresi, del 2016/2017, 44 relative alla scorsa stagione, in tutte le competizioni ufficiali, e le 4 sin qui passate in archivio dell’annata agonistica appena iniziata. Il centrocampista Andrea Arrigoni promette quindi di essere a pieno titolo una delle colonne portanti della formazione giallorossa anche in serie B, dopo esserlo stato in C, nella cavalcata-promozione.

Il calciatore di Lecco sta partecipando al torneo cadetto per la prima volta ed ha disputato i primi due incontri con la fascia di capitano al braccio. «Per me è stato un onore ed una responsabilità - sottolinea - Il nostro capitano, però, è Checco Lepore. Il ruolo è toccato a me perché in campo non erano presenti né lui né Cosenza, che è il suo vice».
Il Lecce ha pareggiato per 3-3 a Benevento e per 2-2, in casa, con la Salernitana, facendosi rimontare in entrambi i casi. «Ripensando a questi due match, c’è rammarico per esserci lasciati sfuggire due successi che avremmo meritato di ottenere - dice Arrigoni - Ma c’è anche la consapevolezza di avere sfoderato due buon prestazioni e di avere comunque centrato due risultato positivi».

Sono due le differenze macroscopiche che il calciatore lombardo ha notato tra la B e la C. «Una è relativa alla cifra tecnica dei singoli elementi, decisamente più alta - afferma - L’altra riguarda il fatto che la maggior parte delle squadre sono molto ben strutturate sul piano fisico. Questa circostanza ci ha creato qualche problema contro Benevento e Salernitana, in quanto i gol che abbiamo incassato sono arrivati da palloni messi a centro area, sui quali abbiamo commesso qualche errore oppure i nostri rivali sono stati più bravi di noi. Stiamo lavorando per non pagare ancora dazio quando si ripeteranno situazioni del genere».

Nell’ultimo quarto d’ora della partita contro la Salernitana, dopo l’ingresso in campo di Mino Chiricò, il Lecce ha giocato in un clima surreale, con gli ultrà che contestavano il calciatore brindisino e Liverani, per averlo gettato nella mischia, mentre la restante parte dello stadio fischiava i contestatori. «Dispiace che ci sia un clima del genere - nota Arrigoni - La cosa non ci aiuta di certo. Bisogna cercare di concentrarsi su quanto accade in campo e continuare a dare il meglio, evitando di farsi condizionare dalla situazione».

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