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Foggia, Mancini nuovo tecnico: «Voglio fare bene»

Il brasiliano alla guida del club rossonero

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foto Maizzi

Ieri mattina l’annuncio e la presentazione, prima della partenza per il ritiro di Campitello Matese: Amantino Mancini è l’allenatore scelto dal Calcio Foggia 1920 per disputare il torneo di Serie D. E’ il secondo brasiliano a sedere sulla panchina rossonera dopo Cinesinho. Trentanove anni, nato a Belo Horizonte, ex centrocampista della Roma, dell’Inter e del Milan, Mancini ha seguito nei mesi scorsi il corso per allenatori “Master Uefa Pro” a Coverciano, e dopo l’estate sosterrà l’esame finale di abilitazione. E’ al debutto, dunque, da tecnico. «Sono felice che la mia carriera da allenatore inizi da qui – dichiara l’ex centrocampista sudamericano -. Foggia è una realtà speciale, calda, passionale, che vive di calcio 24 ore su 24. Ringrazio la società per la fiducia che mi ha accordato. Spero in una stagione esaltante per tutti noi, mi auguro di contribuire ai successi del Foggia. So che qui i tifosi ti portano in cielo quando le cose vanno bene, mentre in caso di risultati negativi si va incontro a contestazioni, ma tutto questo non mi spaventa, anzi. Sono ben consapevole di com’è fatta questa città, e lo ritengo un buon punto di partenza».

In passato calciatore di grande tecnica – celebri e splendidi alcuni suoi gol con la Roma, alla Lazio in un derby (di tacco) e a Lione in Champions (raffica di doppi passi e gran sinistro sotto la traversa) – Mancini ora proverà a dimostrare di avere stoffa anche da mister: «Ho smesso di giocare 3 anni fa – racconta – ed ho subito cominciato a studiare per diventare tecnico. E’ una professione difficile, bisogna avere una visione del calcio completa e si hanno più responsabilità, ma ci credo e mi auguro di dimostrare che valgo. La trattativa è nata a Londra, nel ristorante del foggiano Aaron Rutigliano. Ci aspetta un campionato difficile, che conosco poco ma con l’aiuto di tutto lo staff lo affronteremo al meglio. In D ci sono molti campi ostici, bisogna essere pronti in ogni partita a fare la guerra. Serve tanta grinta, oltre a tecnica e tattica».

Quanto alle polemiche legate alla vicenda giudiziaria che lo vide condannato in primo grado, nel 2011, con l’accusa di aver stuprato una modella brasiliana, Mancini si dice sorpreso del polverone che si è sollevato nei giorni scorsi: «Non me l’aspettavo, è una storia personale e che risale a quasi dieci anni fa. Si è tutto risolto, ho la fedina penale pulita. Chiedo rispetto per la privacy mia e della mia famiglia, di mia moglie e dei miei tre figli. Vorrei che a parlare per me sia solo il campo. Spalletti è il tecnico da cui ho tratto i maggiori insegnamenti, ma pure da Capello e Mourinho ho imparato molto. Qui c’è uno stadio meraviglioso, il Foggia ha avuto grandi allenatori come Zeman e De Zerbi: il mio auspicio è di poter seguire le loro orme».

(foto Maizzi)

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