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Il Foggia ha scelto: via Grassadonia

Il patron Sannella vorrebbe puntare su Delio Rossi. C’è anche l’ipotesi Delneri

Il Foggia ha scelto: via Grassadonia

FOGGIA - Gianluca Grassadonia non sarà al timone del Foggia Calcio dopodomani, quando i rossoneri affronteranno in casa (alle 21), nell’anticipo della 16ª giornata di B, la Cremonese. Il club dauno ha infatti esonerato il tecnico campano. Una decisione che era nell’aria da domenica pomeriggio, dopo la sconfitta dei «Satanelli» per 3-1 a Livorno, e che è diventata ufficiale ieri, intorno all’ora di pranzo, al termine di un vertice fra il presidente Fares, i patron Sannella e il direttore sportivo Nember.

Da ieri pomeriggio, la società rossonera ha cominciato a stringere il cerchio riguardo alla scelta del nuovo allenatore. In tarda serata c’è stato un incontro con Delio Rossi, che ha già allenato il Foggia (Serie B 95/96), oltre ad aver vestito la maglia rossonera negli anni Ottanta. Il tecnico romagnolo, tifoso rossonero e foggiano d’azione (ha sposato una foggiana), resta il candidato numero uno a sostituire Grassadonia. La principale alternativa è rappresentata da Gigi Delneri, anch’egli un ex, avendo giocato a Foggia negli anni Settanta. Da non escludere l’ipotesi di un terzo nome, un outsider che potrebbe a sorpresa spuntarla, ma la società vorrebbe affidare la guida tecnica a Rossi, ex tecnico della Lazio e della Fiorentina.

È durata poco più di 5 mesi l’esperienza di Grassadonia sulla panchina del Foggia. Il trainer ex Paganese e Pro Vercelli, 46 anni, è stato sollevato dall’incarico assieme ai suoi collaboratori: ha pagato la crisi di gioco e di risultati che ha frenato la formazione rossonera. Il gioco, ad eccezione di alcune partite e spezzoni di gara, non è stato all’altezza delle attese. Idem il rendimento: la prolungata astinenza dalle vittorie ha fatto scivolare i rossoneri in fondo alla classifica (2 sconfitte e 5 pareggi negli ultimi 7 turni). Grassadonia è stato convocato ieri mattina nella sede del pastificio Tamma, azienda di proprietà dei Sannella, dove la società gli ha comunicato l’esonero. All’uscita, il tecnico non ha voluto rilasciare dichiarazioni. Convocati anche sei tra i giocatori più rappresentativi del club: il capitano Agnelli, Loiacono, Tonucci, Kragl, Mazzeo, Iemmello. L’allenamento del pomeriggio (a porte chiuse al campo dell’Amendola) è stato diretto dall’allenatore della Primavera, Gaetano Pavone. «Cerchiamo un mister che ci aiuti a cambiare passo, a svoltare – ha detto, al termine del summit, il d.s. Nember -, perché la squadra ha meno punti di quelli che potrebbe avere per le sue potenzialità tecniche».
«Siamo dispiaciuti dell’esonero - ha aggiunto il patron Franco Sannella -. Siamo stati costretti a prendere questa decisione, visti i risultati, seppure i punti conquistati sul campo, al netto della penalizzazione, sono 17. Delio Rossi e Delneri? Due bravi allenatori, vediamo cosa accadrà. Il d.s. ci ha esposto le sue idee e fatto la sua proposta, ma stiamo valutando anche altri profili. EÈ una scelta delicata e importante, che non va fatta di fretta». Si cerca un tecnico che abbia idee, esperienza e carisma, per risollevare sul piano dell’umore, della fiducia e dei risultati una squadra che è in evidente difficoltà e in cui nelle ultime settimane non sono mancate frizioni nello spogliatoio.
Al Foggia non accadeva dal torneo di Prima Divisione 2011/12 di cambiare allenatore in corsa: in quella stagione si alternarono Bonacina e Stringara alla guida dei «Satanelli». Dopodiché, con Di Bari alla direzione sportiva (ora d.s. dell’Olhanense, club portoghese di terza serie), si sono avvicendati in panchina Padalino, De Zerbi e Stroppa, e ciascuno dei tre è stato in carica per un intero biennio.

Il Foggia è il nono club cadetto a esonerare, in questa stagione, il tecnico, dopo Brescia, Carpi, Palermo, Venezia, Crotone, Cremonese, Padova e Livorno. Quasi la metà delle società ha deciso di cambiare l’allenatore, quando mancano ancora 4 giornate al termine dell’andata, a dimostrazione di come il format a 19 squadre abbia elevato la competitività del torneo e il timore, da parte dei club, di non riuscire a centrare gli obiettivi prefissati.

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