Mercoledì 18 Marzo 2026 | 19:08

Laurea falsa, Fiorella rinviata a giudizio. Il gip: «Non è sufficiente un anno alla Caritas»

Laurea falsa, Fiorella rinviata a giudizio. Il gip: «Non è sufficiente un anno alla Caritas»

Laurea falsa, Fiorella rinviata a giudizio. Il gip: «Non è sufficiente un anno alla Caritas»

 
Redazione online

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La laurea taroccata di Fiorella, i carabinieri all'Acquedotto. Sulla pergamena falsa c'era il codice anti-contraffazione

La 38enne barlettana aveva chiesto la messa alla prova per evitare la condanna: potrà ripresentare la richiesta a ottobre prima dell'avvio del processo

Mercoledì 18 Marzo 2026, 17:16

18:03

Un anno di volontariato nella mensa della Caritas a Barletta non è sufficiente per riparare le conseguenze della laurea falsificata presentata al concorso da dirigente di Aeroporti di Puglia e sbandierata pure in un curriculum presentato ad Acquedotto Pugliese. È per questo che il gip di Bari, Francesco Vittorio Rinaldi, ha rigettato l’istanza di messa alla prova presentata dalla difesa di Carmela Fiorella che aveva vinto il concorso dichiarando (con una pergamena taroccata) un titolo diverso da quello realmente posseduto. E dunque la 38enne moglie dell’ex consigliere regionale Filippo Caracciolo è stata rinviata a giudizio (7 ottobre), e qui potrà eventualmente riproporre la richiesta tesa a ottenere la sospensione del procedimento e poi l’estinzione del reato.

A Carmela Fiorella, nello specifico, sono contestati i reati di falso materiale e ideologico, truffa aggravata e falsa autocertificazione. Fiorella, nel presentare la sua candidatura e nel suo curriculum avrebbe indicato di possedere una laurea in Economia e management (richiesta dal bando) conseguita all’Università di Bari al posto di quella, effettivamente ottenuta nel 2012, in Scienze delle Amministrazioni. Titolo, quest’ultimo, che non le avrebbe permesso di essere selezionata. Inoltre è accusata di aver conseguito un master di secondo livello in 'Organizzazione del personale' presso l’Università Bocconi di Milano, anziché un master di primo livello presso la stessa Università. Queste false attestazioni, contenute anche nel suo curriculum, le permisero - secondo l’accusa - di ottenere un posto nel Cda di Acquedotto Pugliese dal 2017 al 2021.

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