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Foggia, i conti non tornano
un’altra sconfitta evitabile

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FOGGIA - La crisi di risultati è sotto gli occhi di tutti. Quella di gioco si vede e non si vede, ma sullo sfondo c’è e va compresa prima che sia troppo tardi. Ma al netto di qualsiasi considerazione, il limite vero del Foggia visto a Pescara è che ha consentito agli abruzzesi di centrare una vittoria insperata perché, pur non facendo cose straordinarie, per occasioni, possesso palla, approccio e a tratti buone trame, alla squadra di Grassadonia sarebbe stato strettissimo anche il pareggio. Ed è è qui che occorre capire che cosa si inceppa, quale meccanismo non riesce a far girare l’altro, fermo restando che quando sprechi basta un errore per essere punito. Come è puntualmente avvenuto ieri all’Adriatico contro un Pescara tutto difesa e contropiede, falloso, ma capace di soffrire e di capitalizzare al massimo il gol segnato.
Sta di fatto che tre sconfitte consecutive su quattro gare, non erano previste dalla road map dei rossoneri chiamati a fare un campionato straordinario per annullare la penalizzazione di otto punti in classifica e per di più con sei gare in meno rispetto alla scorsa stagione per via del nuovo format a 19 squadre del campionato.
A Pescara, va detto, sul piano dell’approccio si è visto un Foggia completamente diverso rispetto a quello poco ammirato contro Crotone e Palermo, ma la sensazione è che nonostante quest’atteggiamento più determinato sul piano della personalità, la squadra scenda in campo depotenziata rispetto alle proprie possibilità: sensazioni, punti di vista, opinioni che toccherà a Grassadonia cercare di sterilizzare ma a questo punto la sfida contro il Padova di mercoledì prossimo nel posticipo notturno potrebbe essere anche l’ultima chance.
Sul piano dinamico il Foggia c’è, tiene alle corde un Pescara guardingo ed essenziale. Sia nel primo che nella seconda frazione le occasioni per segnare ci sono, ma non vengono sfruttate. L’ingresso di Galano sostiene la versione della squadra che non si accontenta e che vuole vincere la partita. Il fantasista foggiano tocca il pallone che è una delizia e alla prima occasione si guadagna un calcio di rigore (22’) che Mazzeo fallisce spedendo il pallone sulla traversa. Sono quegli episodi svincolo, che mutano la rotta di una sfida, perché dopo poco (27’) il Pescara trova il gol-vittoria con Gravillon lesto ad infilarsi tra le maglie di una difesa colpevolmente indecisa. La reazione del Foggia è rabbiosa ma vana. Ed è questo l’assurdo di una gara che il Foggia avrebbe dovuto vincere. Ecco perché la caduta all’Adriatico fa ancora più male.

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