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Il Foggia insegue il salto di qualità

Agnelli: «Ci manca l’amalgama». I rossoneri di Grassadonia hanno recuperato tre punti di penalità, i giallorossi di Liverani ancora imbattuti

Foggia calcio, Capitan Agnelli con la coppa di Lega pro (foto Vincenzo Maizzi)

Foggia calcio, Capitan Agnelli con la coppa di Lega pro (foto Vincenzo Maizzi)

FOGGIA -  «Un gruppo che deve amalgamarsi, crescere e maturare ma che ha grandi potenzialità». È la fotografia del Foggia scattata da Cristian Agnelli. Il capitano inquadra il momento della formazione dauna, tra prime indicazioni positive e difetti da correggere. «È la mia settima stagione di fila in rossonero e questa è in assoluto la squadra più forte, per qualità, dal 2012 in poi - riconosce il centrocampista foggiano, classe ‘85 -. Da qui a dire che possiamo vincere il campionato o realizzare qualcosa di eccezionale ce ne passa: il nostro obiettivo è innanzitutto azzerare il prima possibile la penalizzazione, e conquistare la permanenza. L’aspirazione di provare a migliorare il piazzamento della scorsa stagione, di tentare il salto in A c’è: ma per poter guardare in alto dobbiamo crescere nella mentalità, cementare il gruppo, imparare a gestire i momenti delicati e a trarre dalle sconfitte insegnamenti utili per fare progressi. Il 4-1 di Crotone è stato un risultato troppo severo. Ci è mancata nella ripresa un po’ di forza, veemenza, ferocia nel cercare di rimettere in sesto la gara, ma per il resto, al netto di alcuni errori, è stata una buona prova. Sconfitta che ci ha amareggiato, ma il campionato è appena iniziato: siamo nati per soffrire, pronti a ripartire».

Oggi, alle 15, amichevole a porte chiuse, allo «Zaccheria», con la Paganese (Serie C). Una vittoria ed una sconfitta nelle prime due giornate: il Foggia è al lavoro per trovare la sua dimensione e continuità di risultati positivi. «Avremmo preferito scendere subito di nuovo in campo, per riscattarci, ma la sosta perlomeno ci consente di recuperare qualcuno degli infortunati – spiega Agnelli -. Dopo la pausa ospiteremo il Palermo: altra gara tosta. Dobbiamo lavorare per migliorare, un passo alla volta. Grassadonia è un tecnico in gamba, una persona vera e sincera: il nostro gioco si sviluppa avendo come riferimenti la palla e gli avversari, prepariamo le gare studiando tanto le squadre che affrontiamo. Galano? Non vede l’ora di tornare in campo, sta crescendo nella condizione fisica ed è un bravo ragazzo, un foggiano come me che ha lo stesso mio sogno di giocare in A con il Foggia: negli allenamenti, a volte, ci capita di parlare e scherzare in dialetto. Iemmello? Avevo qualche perplessità sul suo ritorno, perché è un ragazzo sensibile, che ha bisogno di attenzioni. Invece l’ho ritrovato molto maturato: dovrà essere un valore aggiunto, un trascinatore».

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